Strabone, rifacendosi all'opera di Artemidoro di Efeso, inserisce la città di Neapolis nella descrizione della costa campana. Senza menzionare la città di Partenope, Strabone considera Neapolis fondazione di Cuma e, solo lui, aggiunge che i Calcidesi e alcuni provenienti da Pitecusa e Atene vi giunsero come epoikoi. La città fu chiamata Neapolis (= "Nuova città") proprio per via di questi nuovi arrivi. L'articolo propone che l'intera narrazione sia una costruzione di Strabone: egli unì in una sequenza temporale due tradizioni diverse, una favorevole a Cuma, l'altra a Neapolis. L'epoikia di Neapolis non fu un fatto storico.
Neapolis, la città nuova di Cuma / Federico, E.. - In: HESPERIA. - ISSN 1126-7658. - 46, n.s. 7:(2025), pp. 37-52. [10.48255/2283-7531.HESP.46.2025.04]
Neapolis, la città nuova di Cuma
E. Federico
2025
Abstract
Strabone, rifacendosi all'opera di Artemidoro di Efeso, inserisce la città di Neapolis nella descrizione della costa campana. Senza menzionare la città di Partenope, Strabone considera Neapolis fondazione di Cuma e, solo lui, aggiunge che i Calcidesi e alcuni provenienti da Pitecusa e Atene vi giunsero come epoikoi. La città fu chiamata Neapolis (= "Nuova città") proprio per via di questi nuovi arrivi. L'articolo propone che l'intera narrazione sia una costruzione di Strabone: egli unì in una sequenza temporale due tradizioni diverse, una favorevole a Cuma, l'altra a Neapolis. L'epoikia di Neapolis non fu un fatto storico.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


