Lo studio muove dall’analisi del quadro normativo unionale in materia di governance delle società quotate sostenibili e di regolamentazione dei prodotti finanziari ESG. In relazione ai profili della disciplina italiana, l’indagine si sofferma sull’incidenza del suddetto apparato normativo in tema di governo delle società per azioni, con particolare riguardo agli obblighi di disclosure in materia di sostenibilità e ai doveri degli amministratori. La predisposizione di idonei presìdi organizzativi per la rilevazione dei possibili impatti avversi dell’attività d’impresa e la descrizione dei rischi ai quali la stessa è sotto tale aspetto esposta, è rivolta a conciliare il perseguimento di interessi eminentemente endosocietari – che oggi tendono ad essere racchiusi nella formula del «successo sostenibile» – con la «considerazione» di interessi «esterni» riconducibili alla sostenibilità. La logica che guida la gestione orientata al successo sostenibile di cui al Codice di CG resta quella tradizionale, dove l’impresa è tesa alla creazione di valore (a lungo termine) per gli azionisti, rispetto alla quale gli obiettivi propri dello sviluppo sostenibile restano estranei. Ne emerge una valutazione critica circa la compatibilità e gli effetti della legislazione europea sull’ordinamento italiano, esame che conduce, in sintesi, all’affermazione della necessità di una rielaborazione della nozione di scopo sociale.
Il contesto normativo europeo - La risposta del sistema italiano - Conclusioni / Picardi, Lucia. - (2025), pp. 13-36.
Il contesto normativo europeo - La risposta del sistema italiano - Conclusioni
Lucia Picardi
2025
Abstract
Lo studio muove dall’analisi del quadro normativo unionale in materia di governance delle società quotate sostenibili e di regolamentazione dei prodotti finanziari ESG. In relazione ai profili della disciplina italiana, l’indagine si sofferma sull’incidenza del suddetto apparato normativo in tema di governo delle società per azioni, con particolare riguardo agli obblighi di disclosure in materia di sostenibilità e ai doveri degli amministratori. La predisposizione di idonei presìdi organizzativi per la rilevazione dei possibili impatti avversi dell’attività d’impresa e la descrizione dei rischi ai quali la stessa è sotto tale aspetto esposta, è rivolta a conciliare il perseguimento di interessi eminentemente endosocietari – che oggi tendono ad essere racchiusi nella formula del «successo sostenibile» – con la «considerazione» di interessi «esterni» riconducibili alla sostenibilità. La logica che guida la gestione orientata al successo sostenibile di cui al Codice di CG resta quella tradizionale, dove l’impresa è tesa alla creazione di valore (a lungo termine) per gli azionisti, rispetto alla quale gli obiettivi propri dello sviluppo sostenibile restano estranei. Ne emerge una valutazione critica circa la compatibilità e gli effetti della legislazione europea sull’ordinamento italiano, esame che conduce, in sintesi, all’affermazione della necessità di una rielaborazione della nozione di scopo sociale.| File | Dimensione | Formato | |
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