La malattia cronica rappresenta una sfida significativa e complessa sia a livello personale che sistemico. Essa non solo influenza notevolmente la qualità della vita dell’individuo impattando profondamente sul suo benessere fisico ed emotivo, ma richiede un’organizzazione sociale e lavorativa in grado di rispettare le esigenze di cura e gestione continua che tale condizione comporta. L’assenza di tale organizzazione, infatti, può diventare una barriera alla partecipazione e all’inclusione, trasformando la malattia cronica in disabilità. Tale considerazione trova fondamento nel celebre modello sociale della disabilità (Oliver, 2023; Shakespeare, 2017), secondo il quale la disabilità non è una condizione individuale ma il prodotto di un’organizzazione sociale tarata intorno alle esigenze di certi corpi, ignorando le esigenze di altri. La rivoluzione del modello sociale, dunque, è quella di aver spostato l’attenzione verso i fattori disabilitanti, ovvero verso l’insieme di barriere visibili o invisibili, spesso inconsapevoli, che, producendo svantaggio ed esclusione per coloro che hanno una certa condizione psico-fisica, trasformano questa in disabilità.
Malattia cronica e disabilità. Costruire amicizie narrative per affrontare sfide sistemiche e organizzative / Valerio, Claudio; Napolitano, Domenico; Pianezzi, Daniela; Sicca, Luigi Maria. - Disabilità: questioni e casi:(2026), pp. 213-232.
Malattia cronica e disabilità. Costruire amicizie narrative per affrontare sfide sistemiche e organizzative
Claudio ValerioPrimo
;Domenico NapolitanoSecondo
;Luigi Maria SiccaUltimo
2026
Abstract
La malattia cronica rappresenta una sfida significativa e complessa sia a livello personale che sistemico. Essa non solo influenza notevolmente la qualità della vita dell’individuo impattando profondamente sul suo benessere fisico ed emotivo, ma richiede un’organizzazione sociale e lavorativa in grado di rispettare le esigenze di cura e gestione continua che tale condizione comporta. L’assenza di tale organizzazione, infatti, può diventare una barriera alla partecipazione e all’inclusione, trasformando la malattia cronica in disabilità. Tale considerazione trova fondamento nel celebre modello sociale della disabilità (Oliver, 2023; Shakespeare, 2017), secondo il quale la disabilità non è una condizione individuale ma il prodotto di un’organizzazione sociale tarata intorno alle esigenze di certi corpi, ignorando le esigenze di altri. La rivoluzione del modello sociale, dunque, è quella di aver spostato l’attenzione verso i fattori disabilitanti, ovvero verso l’insieme di barriere visibili o invisibili, spesso inconsapevoli, che, producendo svantaggio ed esclusione per coloro che hanno una certa condizione psico-fisica, trasformano questa in disabilità.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


