La relazione indaga il ruolo dei ruderi e dei vuoti urbani prodotti dai bombardamenti del 1943 nella definizione dell’identità contemporanea di Palermo, città‑palinsesto caratterizzata da stratificazioni storiche plurimillenarie. L’analisi ricostruisce la complessità degli interventi postbellici, oscillanti tra approcci trasformativi e filologici - dal Progetto di risanamento del 1961 ai piani degli anni Settanta e Ottanta - che hanno generato esiti diversificati: ricostruzioni, demolizioni, sostituzioni architettoniche e, in alcuni casi, conservazione del vuoto come valore memoriale. La relazione esamina inoltre la persistenza di numerosi siti non restaurati, nei quali le ferite della guerra restano leggibili, e approfondisce le recenti strategie di riappropriazione fisica e percettiva, sia istituzionali sia spontanee, orientate all’accessibilità e alla valorizzazione delle stratificazioni culturali. In questo quadro, il quartiere della Kalsa e l’area di piazza Magione costituiscono un osservatorio privilegiato per la varietà delle soluzioni adottate: dalla conservazione archeologica del rudere alla ricostruzione filologica, fino a interventi contemporanei che integrano nuove funzioni con la tutela delle permanenze. L’indagine mostra come la conservazione dei ruderi e dei vuoti urbani generati da eventi traumatici non si configuri come un intervento concluso, ma come un processo aperto, in cui memoria, identità e creatività urbana concorrono a ridefinire il senso dei luoghi nella città contemporanea.
Palermo. Ancient and modern war stratigraphies / Pollone, Stefania. - (2024). ( International Seminar “WarGaps. Conflicts, ruins, and urban voids in multilayered contemporary cities”, coordinato da Howayda Al-Harithy, Valentina Russo, Hulya Yuceer Napoli, Dipartimento di Architettura, Università degli Studi di Napoli Federico II 4-6 novembre 2024).
Palermo. Ancient and modern war stratigraphies
Stefania Pollone
2024
Abstract
La relazione indaga il ruolo dei ruderi e dei vuoti urbani prodotti dai bombardamenti del 1943 nella definizione dell’identità contemporanea di Palermo, città‑palinsesto caratterizzata da stratificazioni storiche plurimillenarie. L’analisi ricostruisce la complessità degli interventi postbellici, oscillanti tra approcci trasformativi e filologici - dal Progetto di risanamento del 1961 ai piani degli anni Settanta e Ottanta - che hanno generato esiti diversificati: ricostruzioni, demolizioni, sostituzioni architettoniche e, in alcuni casi, conservazione del vuoto come valore memoriale. La relazione esamina inoltre la persistenza di numerosi siti non restaurati, nei quali le ferite della guerra restano leggibili, e approfondisce le recenti strategie di riappropriazione fisica e percettiva, sia istituzionali sia spontanee, orientate all’accessibilità e alla valorizzazione delle stratificazioni culturali. In questo quadro, il quartiere della Kalsa e l’area di piazza Magione costituiscono un osservatorio privilegiato per la varietà delle soluzioni adottate: dalla conservazione archeologica del rudere alla ricostruzione filologica, fino a interventi contemporanei che integrano nuove funzioni con la tutela delle permanenze. L’indagine mostra come la conservazione dei ruderi e dei vuoti urbani generati da eventi traumatici non si configuri come un intervento concluso, ma come un processo aperto, in cui memoria, identità e creatività urbana concorrono a ridefinire il senso dei luoghi nella città contemporanea.| File | Dimensione | Formato | |
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