Nell’analisi della morfologia e dell’articolazione del tessuto urbano, De Carlo riconosce la validità del modello di città compatta contro la dispersione insediativa che ne altera la matrice formale e funzionale, dissolvendone i caratteri identitari. Il primo Piano Regolatore di Urbino studia i nuclei urbani sparsi nel territorio urbinate, evidenziando l’impossibilità di impiegare al meglio le attrezzature centralizzate esistenti o di formare attrezzature diffuse senza opportune riconnessioni a più livelli. Il progetto si fonda dunque sul concetto di uso reale della città per riequilibrarne le qualità principali, curando le funzioni in maniera fluida e dinamica, in relazione anche al paesaggio circostante. L’approccio di De Carlo alla pianificazione può essere letto temporalmente in confronto all’idea di spazialità urbana a lui contemporanea, al dibattito degli anni ’80 e ’90 sulla città diffusa e sulla città di mezzo e all’attuale urbanistica ecologica, all’infrastruttura verde e alle tematiche del riciclo e della rigenerazione urbana, indagando una chiave di lettura per ricucire insieme le tensioni della frammentata città-territorio odierna.
Connessioni pluridimensionali e spazialità fluida. L'esperienza del Piano Regolatore di Urbino e l'attualità del pensiero di De Carlo nella città contemporanea / Pistone, Ivan. - (2021), pp. 267-279.
Connessioni pluridimensionali e spazialità fluida. L'esperienza del Piano Regolatore di Urbino e l'attualità del pensiero di De Carlo nella città contemporanea
Pistone Ivan
2021
Abstract
Nell’analisi della morfologia e dell’articolazione del tessuto urbano, De Carlo riconosce la validità del modello di città compatta contro la dispersione insediativa che ne altera la matrice formale e funzionale, dissolvendone i caratteri identitari. Il primo Piano Regolatore di Urbino studia i nuclei urbani sparsi nel territorio urbinate, evidenziando l’impossibilità di impiegare al meglio le attrezzature centralizzate esistenti o di formare attrezzature diffuse senza opportune riconnessioni a più livelli. Il progetto si fonda dunque sul concetto di uso reale della città per riequilibrarne le qualità principali, curando le funzioni in maniera fluida e dinamica, in relazione anche al paesaggio circostante. L’approccio di De Carlo alla pianificazione può essere letto temporalmente in confronto all’idea di spazialità urbana a lui contemporanea, al dibattito degli anni ’80 e ’90 sulla città diffusa e sulla città di mezzo e all’attuale urbanistica ecologica, all’infrastruttura verde e alle tematiche del riciclo e della rigenerazione urbana, indagando una chiave di lettura per ricucire insieme le tensioni della frammentata città-territorio odierna.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


