Il contributo analizza il rapporto tra linguistica del contatto e linguistica migratoria, sostenendo che lo studio dei fenomeni linguistici legati alla migrazione debba essere interpretato non solo in termini strutturali, ma anche socio-culturali. Attraverso il confronto tra due comunità di migranti italiani nel Regno Unito (Bedford e Cambridge), l’autrice mostra come le diverse forme di contatto linguistico riflettano differenti livelli di integrazione e relazioni con la società ospitante. Lo studio si basa su un’analisi quantitativa e qualitativa di dati orali, considerando variabili come generazione, genere e contesto migratorio. I risultati evidenziano che, sebbene l’inserzione lessicale sia la forma più frequente in entrambe le comunità, a Bedford prevale un uso più conservativo e segregato delle lingue, mentre a Cambridge si osserva una maggiore varietà e funzionalità pragmatica dell’alternanza di codice, indice di una più avanzata integrazione sociale. L’analisi dimostra inoltre che le pratiche linguistiche variano significativamente tra le generazioni e sono influenzate da fattori extra-linguistici quali reti sociali, modelli insediativi e atteggiamenti culturali. In conclusione, il lavoro sottolinea la necessità di un approccio interdisciplinare nella linguistica migratoria, in cui il contatto linguistico venga interpretato come espressione di dinamiche identitarie, culturali e sociali più ampie.
Dalla linguistica del contatto alla linguistica migratoria: qualche riflessione a partire da due casi di studio / Di Salvo, Margherita. - unico:(2026), pp. 17-30. [10.36253/fup_best_practice]
Dalla linguistica del contatto alla linguistica migratoria: qualche riflessione a partire da due casi di studio
Margherita Di Salvo
2026
Abstract
Il contributo analizza il rapporto tra linguistica del contatto e linguistica migratoria, sostenendo che lo studio dei fenomeni linguistici legati alla migrazione debba essere interpretato non solo in termini strutturali, ma anche socio-culturali. Attraverso il confronto tra due comunità di migranti italiani nel Regno Unito (Bedford e Cambridge), l’autrice mostra come le diverse forme di contatto linguistico riflettano differenti livelli di integrazione e relazioni con la società ospitante. Lo studio si basa su un’analisi quantitativa e qualitativa di dati orali, considerando variabili come generazione, genere e contesto migratorio. I risultati evidenziano che, sebbene l’inserzione lessicale sia la forma più frequente in entrambe le comunità, a Bedford prevale un uso più conservativo e segregato delle lingue, mentre a Cambridge si osserva una maggiore varietà e funzionalità pragmatica dell’alternanza di codice, indice di una più avanzata integrazione sociale. L’analisi dimostra inoltre che le pratiche linguistiche variano significativamente tra le generazioni e sono influenzate da fattori extra-linguistici quali reti sociali, modelli insediativi e atteggiamenti culturali. In conclusione, il lavoro sottolinea la necessità di un approccio interdisciplinare nella linguistica migratoria, in cui il contatto linguistico venga interpretato come espressione di dinamiche identitarie, culturali e sociali più ampie.| File | Dimensione | Formato | |
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