Il Mediterraneo sta attraversando una fase di profondo riallineamento geoeconomico che ridefinisce i rapporti di forza tra le sue sponde. Mentre l'Europa meridionale affronta una stagnazione di lungo periodo aggravata dal declino demografico e da rigidità strutturali, le economie del Sud e dell'Est del bacino, pur segnate da vulnerabilità politiche e finanziarie, si sviluppano con crescente dinamismo, sfruttando risorse energetiche, corridoi infrastrutturali e capitale umano giovane. La regione si configura sempre più come un laboratorio di interdipendenze asimmetriche: il Nord dispone di istituzioni solide ma soffre di carenze di forza lavoro e competitività; il Sud e l'Est, al contrario, mostrano vitalità demografica e geografica ma rimangono vincolati da elevati livelli di debito pubblico, inflazione e fragilità istituzionali. In questa cornice, la geoeconomia, intesa come uso strategico degli strumenti economici per perseguire obiettivi di potere e influenza, è divenuta il linguaggio principale della politica mediterranea. Questo lavoro invita a considerare la geoeconomia non solo come fattore di competizione, ma anche come leva di cooperazione. Propone la costruzione di un Patto Economico Mediterraneo fondato su tre pilastri: stabilità macroeconomica condivisa, convergenza demografica e integrazione energetica. Solo un approccio sistemico e corresponsabile potrà trasformare la frammentazione attuale in una nuova stagione di crescita e stabilità per l'intera area.
Geoeconomia e frammentazione nel Mediterraneo: verso una nuova architettura di influenza economica / Filoso, Valerio; Capasso, Salvatore. - (2026), pp. 27-33.
Geoeconomia e frammentazione nel Mediterraneo: verso una nuova architettura di influenza economica
Valerio Filoso
Secondo
Membro del Collaboration Group
;
2026
Abstract
Il Mediterraneo sta attraversando una fase di profondo riallineamento geoeconomico che ridefinisce i rapporti di forza tra le sue sponde. Mentre l'Europa meridionale affronta una stagnazione di lungo periodo aggravata dal declino demografico e da rigidità strutturali, le economie del Sud e dell'Est del bacino, pur segnate da vulnerabilità politiche e finanziarie, si sviluppano con crescente dinamismo, sfruttando risorse energetiche, corridoi infrastrutturali e capitale umano giovane. La regione si configura sempre più come un laboratorio di interdipendenze asimmetriche: il Nord dispone di istituzioni solide ma soffre di carenze di forza lavoro e competitività; il Sud e l'Est, al contrario, mostrano vitalità demografica e geografica ma rimangono vincolati da elevati livelli di debito pubblico, inflazione e fragilità istituzionali. In questa cornice, la geoeconomia, intesa come uso strategico degli strumenti economici per perseguire obiettivi di potere e influenza, è divenuta il linguaggio principale della politica mediterranea. Questo lavoro invita a considerare la geoeconomia non solo come fattore di competizione, ma anche come leva di cooperazione. Propone la costruzione di un Patto Economico Mediterraneo fondato su tre pilastri: stabilità macroeconomica condivisa, convergenza demografica e integrazione energetica. Solo un approccio sistemico e corresponsabile potrà trasformare la frammentazione attuale in una nuova stagione di crescita e stabilità per l'intera area.| File | Dimensione | Formato | |
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