Viene analizzato un luogo critico della XIII satira giovenaliana (vv. 150-153), in cui si fa riferimento ad un "minor sacrilegus" che raschia laminette d'oro dalle statue delle divinità. I versi in questione, che pure in una edizione abbastanza recente sono stati considerati interpolati, sono invece perfettamente integrati nel tessuto del componimento. Si avanza qui la proposta di leggere il passo come argomento paradossale, posto dal satirico in forma di domanda retorica.

Totum conflare Tonantem: sacrileghi e sacrilegi nella sat. XIII di Giovenale

FICCA, FLAVIANA
2007

Abstract

Viene analizzato un luogo critico della XIII satira giovenaliana (vv. 150-153), in cui si fa riferimento ad un "minor sacrilegus" che raschia laminette d'oro dalle statue delle divinità. I versi in questione, che pure in una edizione abbastanza recente sono stati considerati interpolati, sono invece perfettamente integrati nel tessuto del componimento. Si avanza qui la proposta di leggere il passo come argomento paradossale, posto dal satirico in forma di domanda retorica.
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