L’articolo presenta un percorso di osservazione svolto in un contesto ad alto rischio psico-sociale e, in particolare, il caso di una bambina dai tratti problematici inizialmente poco visibili. Il lavoro di osservazione, durato due anni, si inscrive nel progetto sperimentale Nidi di mamme. Per quanto il lavoro svolto sia stato forzosamente interrotto dal passaggio alla scuola materna, la relazione osservativa costruita negli anni ha consentito di attivare un processo di trasformazione di cui si sono visti gli effetti nelle piccole, importanti, acquisizioni della bambina: da un’iniziale passività quasi sacrificale, Simona ha acquisito la capacità di esprimere il dolore e la rabbia, manifestando i suoi bisogni e lottando per essi; da un isolamento pressoché totale ha iniziato ad interagire con i coetanei, utilizzando un tono di voce sufficientemente elevato da farsi sentire; ha raggiunto il controllo degli sfinteri e, grazie al lavoro parallelo svolto con la madre, quest’ultima ha potuto gestire la separazione in modo più morbido e più attento ai tempi lenti della figlia. Rimane una preoccupante tendenza verso modalità relazionali compiacenti che avrebbero certamente richiesto un tempo di lavoro ben più lungo di quello a disposizione. Summary This paper provides a path to a psychological observation that took place in high psyco-social risk. It shows the case of a little girl dealing with problematic features which were not clearly visible at first. The two years observation work is a part of the experimental project Nidi di mamme. Although this experience was compulsorily interrupted by the natural passage to the maternal school, the observational relationship built during the years activated a transformational process, whose effects have been noticed on the little girl by her small, nevertheless significant, improvements: from a starting almost-sacrificial passivity, she has acquired the capacity to express pain and rage, showing her needs and fighting for them; from an almost-total isolation she started to interact with pairs; she was able to control sphincters and, due to the parallel work with her mother, this woman was able to manage the separation in a manner more morbid and more focused on her daughter’s slow times. It remains a preoccupying trend to relational complaisant modalities that would have certainly required a work time longer than the effective disposable time.

La storia di Simona, la bambina non vista. Un percorso di osservazione in un contesto a rischio

DE ROSA, BARBARA
2007

Abstract

L’articolo presenta un percorso di osservazione svolto in un contesto ad alto rischio psico-sociale e, in particolare, il caso di una bambina dai tratti problematici inizialmente poco visibili. Il lavoro di osservazione, durato due anni, si inscrive nel progetto sperimentale Nidi di mamme. Per quanto il lavoro svolto sia stato forzosamente interrotto dal passaggio alla scuola materna, la relazione osservativa costruita negli anni ha consentito di attivare un processo di trasformazione di cui si sono visti gli effetti nelle piccole, importanti, acquisizioni della bambina: da un’iniziale passività quasi sacrificale, Simona ha acquisito la capacità di esprimere il dolore e la rabbia, manifestando i suoi bisogni e lottando per essi; da un isolamento pressoché totale ha iniziato ad interagire con i coetanei, utilizzando un tono di voce sufficientemente elevato da farsi sentire; ha raggiunto il controllo degli sfinteri e, grazie al lavoro parallelo svolto con la madre, quest’ultima ha potuto gestire la separazione in modo più morbido e più attento ai tempi lenti della figlia. Rimane una preoccupante tendenza verso modalità relazionali compiacenti che avrebbero certamente richiesto un tempo di lavoro ben più lungo di quello a disposizione. Summary This paper provides a path to a psychological observation that took place in high psyco-social risk. It shows the case of a little girl dealing with problematic features which were not clearly visible at first. The two years observation work is a part of the experimental project Nidi di mamme. Although this experience was compulsorily interrupted by the natural passage to the maternal school, the observational relationship built during the years activated a transformational process, whose effects have been noticed on the little girl by her small, nevertheless significant, improvements: from a starting almost-sacrificial passivity, she has acquired the capacity to express pain and rage, showing her needs and fighting for them; from an almost-total isolation she started to interact with pairs; she was able to control sphincters and, due to the parallel work with her mother, this woman was able to manage the separation in a manner more morbid and more focused on her daughter’s slow times. It remains a preoccupying trend to relational complaisant modalities that would have certainly required a work time longer than the effective disposable time.
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