Il Defense Mechanisms Inventory (DMI, Ihilevich e Gleser, 1969) misura l’intensità con cui vengono utilizzati: Aggressività, Proiezione, Principalizzazione, Rivolgimento contro sé stessi e Rovesciamento. Nonostante molteplici studi abbiano confermato la validità complessiva dello strumento, rimangono problemi che spingono alla cautela nella sua utilizzazione. Obiettivi della ricerca sono: 1) compiere una lettura critica dello strumento, analizzandone le questioni teoriche e psicometriche; 2) presentare i risultati della nostra analisi correlazionale e confrontarli con quelli riportati nelle due più importanti ricerche italiane (Fioriti, Fiumara e Gentili, 1992; D’Angelo, San Martini e Tomasello, 2000). Metodi: Il DMI, nel formato tradizionale, è stato somministrato a complessivi 246 soggetti (123 maschi e 123 femmine; età media = 18.2, DS = 0.85); dai punteggi ricavati sono state calcolate le medie e le correlazioni interne tra gli stili difensivi. Risultati: La disamina della letteratura non presenta un accordo unanime sul formato più adeguato a misurare i meccanismi di difesa, la cui complessità probabilmente richiede l’utilizzo combinato di diverse fonti di misurazione. L’andamento correlazionale riscontrato ribadisce quello rilevato nelle ricerche effettuate con il formato tradizionale del DMI e si allinea con i risultati delle analisi fattoriali compiute con il formato likertizzato. Conclusioni: I risultati dell’analisi di correlazione con formato tradizionale sembrano avallare l’ipotesi delle ricerche con formato likertizzato secondo cui il DMI misura tre dimensioni difensive differenti piuttosto che cinque. Rimanendo sostanzialmente aperte le questioni teoriche, legate al preciso riferimento alla teoria psicoanalitica freudiana, si evidenzia la necessità di sottolinearne le differenze attraverso una scelta lessicale meno teoricamente connotata: stili difensivi piuttosto che meccanismi di difesa. SUMMARY. Background: The Defense Mechanisms Inventory (DMI; Ihilevich, Gleser, 1969), assesses five defensive styles; although the many studies confirmed its validity, DMI keeps theoretical implications opened. Aims of the present study are to fulfil a critic reading of the tool and compare the results of the correlation analysis with those reported in the study of Fioriti, Fiumara e Gentili (1992) and in that of D’Angelo, San Martini e Tomasello (2000). Methods: In the traditional format, the DMI was administered to 246 subjects (average age = 18.2, DS =.85); then the mean scores and the correlation indexes between the defensive styles were calculated. Results: The correlation pattern confirms that realized in the studies using the traditional format and it lines up with the factorial analysis obtained by the Likert format. Conclusions: The results seem to corroborate the hypothesis according which the DMI assesses three different defensive dimensions rather then five. Keeping opened the theoretical implications, related to the freudian psychoanalytic theory, it is pointed out the need of a less theoretically connotated lexical choice: defensive styles rather than defensive mechanisms.

Defense Mechanisms Inventory (DMI): dati preliminari per uno studio correlazionale

DE ROSA, BARBARA
2004

Abstract

Il Defense Mechanisms Inventory (DMI, Ihilevich e Gleser, 1969) misura l’intensità con cui vengono utilizzati: Aggressività, Proiezione, Principalizzazione, Rivolgimento contro sé stessi e Rovesciamento. Nonostante molteplici studi abbiano confermato la validità complessiva dello strumento, rimangono problemi che spingono alla cautela nella sua utilizzazione. Obiettivi della ricerca sono: 1) compiere una lettura critica dello strumento, analizzandone le questioni teoriche e psicometriche; 2) presentare i risultati della nostra analisi correlazionale e confrontarli con quelli riportati nelle due più importanti ricerche italiane (Fioriti, Fiumara e Gentili, 1992; D’Angelo, San Martini e Tomasello, 2000). Metodi: Il DMI, nel formato tradizionale, è stato somministrato a complessivi 246 soggetti (123 maschi e 123 femmine; età media = 18.2, DS = 0.85); dai punteggi ricavati sono state calcolate le medie e le correlazioni interne tra gli stili difensivi. Risultati: La disamina della letteratura non presenta un accordo unanime sul formato più adeguato a misurare i meccanismi di difesa, la cui complessità probabilmente richiede l’utilizzo combinato di diverse fonti di misurazione. L’andamento correlazionale riscontrato ribadisce quello rilevato nelle ricerche effettuate con il formato tradizionale del DMI e si allinea con i risultati delle analisi fattoriali compiute con il formato likertizzato. Conclusioni: I risultati dell’analisi di correlazione con formato tradizionale sembrano avallare l’ipotesi delle ricerche con formato likertizzato secondo cui il DMI misura tre dimensioni difensive differenti piuttosto che cinque. Rimanendo sostanzialmente aperte le questioni teoriche, legate al preciso riferimento alla teoria psicoanalitica freudiana, si evidenzia la necessità di sottolinearne le differenze attraverso una scelta lessicale meno teoricamente connotata: stili difensivi piuttosto che meccanismi di difesa. SUMMARY. Background: The Defense Mechanisms Inventory (DMI; Ihilevich, Gleser, 1969), assesses five defensive styles; although the many studies confirmed its validity, DMI keeps theoretical implications opened. Aims of the present study are to fulfil a critic reading of the tool and compare the results of the correlation analysis with those reported in the study of Fioriti, Fiumara e Gentili (1992) and in that of D’Angelo, San Martini e Tomasello (2000). Methods: In the traditional format, the DMI was administered to 246 subjects (average age = 18.2, DS =.85); then the mean scores and the correlation indexes between the defensive styles were calculated. Results: The correlation pattern confirms that realized in the studies using the traditional format and it lines up with the factorial analysis obtained by the Likert format. Conclusions: The results seem to corroborate the hypothesis according which the DMI assesses three different defensive dimensions rather then five. Keeping opened the theoretical implications, related to the freudian psychoanalytic theory, it is pointed out the need of a less theoretically connotated lexical choice: defensive styles rather than defensive mechanisms.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
BpA_244_17-24_De Rosa.pdf

non disponibili

Tipologia: Documento in Post-print
Licenza: Accesso privato/ristretto
Dimensione 285.52 kB
Formato Adobe PDF
285.52 kB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11588/103806
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact