Le elezioni regionali del 2025 in Campania hanno assunto per diverse ragioni il rango di questione politica nazionale. L’intenzione di ricandidarsi esplicitamente dichiarata dal Presidente uscente De Luca ha costretto le forze politiche a confrontarsi sulla opportunità di consentire ai vertici degli esecutivi regionali uscenti di effettuare un terzo mandato. La questione riguardava aspetti di “teoria politica”, ma soprattutto investiva le scelte tattiche e strategiche delle principali forze politiche nazionali collocate in entrambi gli schieramenti. Soprattutto, le intenzioni di De Luca mettevano in discussione e a rischio la costruzione dell’alleanza elettorale alternativa al centrodestra e che si stava sperimentando faticosamente e con alterne fortune. Inoltre, considerando il dibattito politico regionale degli ultimi dieci anni, la coalizione attorno a De Luca difficilmente avrebbe incluso il M5stelle al quale De Luca non aveva risparmiato critiche feroci e commenti spesso sarcastici anche nei confronti dei suoi maggiori esponenti campani. E, d’altro canto, un’alleanza tra Pd e M5s, senza l’appoggio di De Luca, avrebbe ridotto le chance di successo del centrosinistra. Nel frattempo, la corte Costituzionale aveva dichiarando incostituzionale la legge regionale che, di fatto, consentiva a De Luca di candidarsi per un terzo mandato. Si erano avviate così lunghe ed estenuanti trattative, in cui erano stati coinvolti i vertici nazionali dei partiti e lo stesso De Luca, che avevano portato alla individuazione di Roberto Fico come candidato per la presidenza della Regione per il campo largo. Tuttavia, l‘idiosincrasia tra i vari soggetti in campo sembrava mettere in dubbio questa soluzione. Infine, molti osservatori, anche sulla scorta dei risultati divulgati da diversi istituti di sondaggio, indicavano in Campania un vantaggio ristretto a favore del campo largo e dunque una partita aperta, mentre, al contrario, nella maggior parte delle regioni che nell’ultimo anno erano state chiamare a rinnovare gli organi di governo e di rappresentanza l’esito era sembrato scontato sebben per ragioni varie. Dalle urne sono emersi risultati di un larghissimo vantaggio a favore di Fico e soprattutto un’affluenza alle urne molto bassa, al di sotto del 50% degli aventi diritto. La nostra ipotesi è che le caratteristiche delle proposte elettorali dei due schieramenti e lo svolgimento della campagna elettorale abbiano avuto un ruolo rilevante sia per la partecipazione al voto che per l’esito della competizione. Il contributo mette in evidenza i punti di forza e di debolezza degli attori in campo, i processi che hanno portato alla definizione della proposta elettorale - candidati alla presidenza, formazione delle liste, temi - e le modalità con cui è stata condotta la campagna elettorale. Particolare attenzione, in questa prospettiva, è dedicata alle dinamiche di costruzione del campo largo che in Campania era già stato sperimentato in occasione delle elezioni del Sindaco di Napoli nel 2021, ma che in questa occasione ha trovato un assetto diverso.
Il laboratorio campano per il “campo largo” alla prova delle regionali 2025 / Brancaccio, Luciano; Fruncillo, Domenico. - In: REGIONAL STUDIES AND LOCAL DEVELOPMENT. - ISSN 2784-8361. - 6:2(2025), pp. 1-22. [10.25430/pupj-RSLD-2025-2-9]
Il laboratorio campano per il “campo largo” alla prova delle regionali 2025
Luciano Brancaccio
;
2025
Abstract
Le elezioni regionali del 2025 in Campania hanno assunto per diverse ragioni il rango di questione politica nazionale. L’intenzione di ricandidarsi esplicitamente dichiarata dal Presidente uscente De Luca ha costretto le forze politiche a confrontarsi sulla opportunità di consentire ai vertici degli esecutivi regionali uscenti di effettuare un terzo mandato. La questione riguardava aspetti di “teoria politica”, ma soprattutto investiva le scelte tattiche e strategiche delle principali forze politiche nazionali collocate in entrambi gli schieramenti. Soprattutto, le intenzioni di De Luca mettevano in discussione e a rischio la costruzione dell’alleanza elettorale alternativa al centrodestra e che si stava sperimentando faticosamente e con alterne fortune. Inoltre, considerando il dibattito politico regionale degli ultimi dieci anni, la coalizione attorno a De Luca difficilmente avrebbe incluso il M5stelle al quale De Luca non aveva risparmiato critiche feroci e commenti spesso sarcastici anche nei confronti dei suoi maggiori esponenti campani. E, d’altro canto, un’alleanza tra Pd e M5s, senza l’appoggio di De Luca, avrebbe ridotto le chance di successo del centrosinistra. Nel frattempo, la corte Costituzionale aveva dichiarando incostituzionale la legge regionale che, di fatto, consentiva a De Luca di candidarsi per un terzo mandato. Si erano avviate così lunghe ed estenuanti trattative, in cui erano stati coinvolti i vertici nazionali dei partiti e lo stesso De Luca, che avevano portato alla individuazione di Roberto Fico come candidato per la presidenza della Regione per il campo largo. Tuttavia, l‘idiosincrasia tra i vari soggetti in campo sembrava mettere in dubbio questa soluzione. Infine, molti osservatori, anche sulla scorta dei risultati divulgati da diversi istituti di sondaggio, indicavano in Campania un vantaggio ristretto a favore del campo largo e dunque una partita aperta, mentre, al contrario, nella maggior parte delle regioni che nell’ultimo anno erano state chiamare a rinnovare gli organi di governo e di rappresentanza l’esito era sembrato scontato sebben per ragioni varie. Dalle urne sono emersi risultati di un larghissimo vantaggio a favore di Fico e soprattutto un’affluenza alle urne molto bassa, al di sotto del 50% degli aventi diritto. La nostra ipotesi è che le caratteristiche delle proposte elettorali dei due schieramenti e lo svolgimento della campagna elettorale abbiano avuto un ruolo rilevante sia per la partecipazione al voto che per l’esito della competizione. Il contributo mette in evidenza i punti di forza e di debolezza degli attori in campo, i processi che hanno portato alla definizione della proposta elettorale - candidati alla presidenza, formazione delle liste, temi - e le modalità con cui è stata condotta la campagna elettorale. Particolare attenzione, in questa prospettiva, è dedicata alle dinamiche di costruzione del campo largo che in Campania era già stato sperimentato in occasione delle elezioni del Sindaco di Napoli nel 2021, ma che in questa occasione ha trovato un assetto diverso.| File | Dimensione | Formato | |
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