Nella pianificazione urbanistica il fattore tempo rileva sotto plurimi profili e declinazioni: come durata ragionevole delle limitazioni al diritto di proprietà; come programmazione degli interventi e delle trasformazioni previste, con modalità e tempistiche atte a garantire il costante aggiornamento delle previsioni di piano ai bisogni emergenti dal territorio e la relativa attuazione; come tempestività delle procedure amministrative di pianificazione, attraverso gli istituti di semplificazione, la concertazione istituzionale e la flessibilità nei rapporti tra piani di diverso livello; come fondamento eventuale di affidamenti e aspettative qualificate dei privati a una non reformatio in pejus delle previsioni di piano in capo ai proprietari delle aree. Delle declinazioni proposte, il contributo si occupa di esaminare in particolare il primo, fornendo incidentalmente riferimenti anche alle ulteriori declinazioni ove pertinenti ai temi specifici delle limitazioni e conformazioni del diritto di proprietà determinate dalle previsioni dei piani comunali generali (vincoli conformativi e sostanzialmente espropriativi) o imposte dalla legge nel corso del procedimento di formazione di un nuovo piano al fine di salvaguardare in itinere l’attuabilità delle scelte relative al territorio in esso impresse (misure di salvaguardia). I profili trattati attengono a: a) Fattore tempo e vincoli sostanzialmente espropriativi; b) Fattore tempo e interesse alla ripianificazione dell’area divenuta “bianca”; c) Fattore tempo e natura dei vincoli di destinazione attuabili a iniziativa privata o promiscua pubblico privata; d) Fattore tempo e vincoli di attesa o di rinvio; e) Fattore tempo e misure di salvaguardia.

Fattore tempo e diritto di proprietà nella pianificazione urbanistica, tra limitazioni e conformazioni / Mari, G.. - unico:(2025), pp. 335-369.

Fattore tempo e diritto di proprietà nella pianificazione urbanistica, tra limitazioni e conformazioni

G. Mari
2025

Abstract

Nella pianificazione urbanistica il fattore tempo rileva sotto plurimi profili e declinazioni: come durata ragionevole delle limitazioni al diritto di proprietà; come programmazione degli interventi e delle trasformazioni previste, con modalità e tempistiche atte a garantire il costante aggiornamento delle previsioni di piano ai bisogni emergenti dal territorio e la relativa attuazione; come tempestività delle procedure amministrative di pianificazione, attraverso gli istituti di semplificazione, la concertazione istituzionale e la flessibilità nei rapporti tra piani di diverso livello; come fondamento eventuale di affidamenti e aspettative qualificate dei privati a una non reformatio in pejus delle previsioni di piano in capo ai proprietari delle aree. Delle declinazioni proposte, il contributo si occupa di esaminare in particolare il primo, fornendo incidentalmente riferimenti anche alle ulteriori declinazioni ove pertinenti ai temi specifici delle limitazioni e conformazioni del diritto di proprietà determinate dalle previsioni dei piani comunali generali (vincoli conformativi e sostanzialmente espropriativi) o imposte dalla legge nel corso del procedimento di formazione di un nuovo piano al fine di salvaguardare in itinere l’attuabilità delle scelte relative al territorio in esso impresse (misure di salvaguardia). I profili trattati attengono a: a) Fattore tempo e vincoli sostanzialmente espropriativi; b) Fattore tempo e interesse alla ripianificazione dell’area divenuta “bianca”; c) Fattore tempo e natura dei vincoli di destinazione attuabili a iniziativa privata o promiscua pubblico privata; d) Fattore tempo e vincoli di attesa o di rinvio; e) Fattore tempo e misure di salvaguardia.
2025
979-12-235-0457-4
Fattore tempo e diritto di proprietà nella pianificazione urbanistica, tra limitazioni e conformazioni / Mari, G.. - unico:(2025), pp. 335-369.
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