Il lavoro analizza la costruzione e l’evoluzione dell’immagine di Pompei nella cultura visuale europea, dalla riscoperta settecentesca fino alle più recenti forme di mediazione audiovisiva e digitale. Attraverso una lettura diacronica, Pompei viene interpretata come un vero e proprio laboratorio visivo, in cui si intrecciano rappresentazione scientifica, immaginario artistico e cultura di massa. Lo studio ripercorre il passaggio dallo sguardo antiquario, frammentario e descrittivo, a una percezione sempre più immersiva e narrativa dell’antico, evidenziando il ruolo centrale delle vedute del Grand Tour, della pittura romantica e neopompeiana, del teatro ottocentesco e, successivamente, del cinema. Particolare attenzione è dedicata alla fortuna iconografica de "Gli ultimi giorni di Pompei" di Bulwer-Lytton e alle sue molteplici traduzioni visive, dalla scena lirica al cinema muto e al peplum novecentesco, mettendo in luce le oscillazioni tra rigore filologico e spettacolarizzazione. Il contributo approfondisce inoltre il valore metodologico dei due critofilm di Carlo Ludovico Ragghianti, interpretati come momento di svolta nella lettura visiva del sito, capaci di restituire la complessità spaziale, storica e percettiva delle rovine attraverso il linguaggio cinematografico. In conclusione, il capitolo riflette criticamente sulle attuali pratiche di ricostruzione digitale e sulle tecnologie immersive, interrogandone i limiti epistemologici e sottolineando la necessità di criteri scientifici, trasparenza metodologica e consapevolezza critica nella mediazione del patrimonio archeologico. Pompei emerge così come uno “specchio” attraverso cui osservare le trasformazioni del rapporto tra immagine, conoscenza e memoria dell’antico.

Pompei allo specchio. Una lettura diacronica della cultura visuale / Polidoro, Riccardo Maria. - (2025), pp. 85-98.

Pompei allo specchio. Una lettura diacronica della cultura visuale

Polidoro, Riccardo Maria
2025

Abstract

Il lavoro analizza la costruzione e l’evoluzione dell’immagine di Pompei nella cultura visuale europea, dalla riscoperta settecentesca fino alle più recenti forme di mediazione audiovisiva e digitale. Attraverso una lettura diacronica, Pompei viene interpretata come un vero e proprio laboratorio visivo, in cui si intrecciano rappresentazione scientifica, immaginario artistico e cultura di massa. Lo studio ripercorre il passaggio dallo sguardo antiquario, frammentario e descrittivo, a una percezione sempre più immersiva e narrativa dell’antico, evidenziando il ruolo centrale delle vedute del Grand Tour, della pittura romantica e neopompeiana, del teatro ottocentesco e, successivamente, del cinema. Particolare attenzione è dedicata alla fortuna iconografica de "Gli ultimi giorni di Pompei" di Bulwer-Lytton e alle sue molteplici traduzioni visive, dalla scena lirica al cinema muto e al peplum novecentesco, mettendo in luce le oscillazioni tra rigore filologico e spettacolarizzazione. Il contributo approfondisce inoltre il valore metodologico dei due critofilm di Carlo Ludovico Ragghianti, interpretati come momento di svolta nella lettura visiva del sito, capaci di restituire la complessità spaziale, storica e percettiva delle rovine attraverso il linguaggio cinematografico. In conclusione, il capitolo riflette criticamente sulle attuali pratiche di ricostruzione digitale e sulle tecnologie immersive, interrogandone i limiti epistemologici e sottolineando la necessità di criteri scientifici, trasparenza metodologica e consapevolezza critica nella mediazione del patrimonio archeologico. Pompei emerge così come uno “specchio” attraverso cui osservare le trasformazioni del rapporto tra immagine, conoscenza e memoria dell’antico.
2025
9791281389724
Pompei allo specchio. Una lettura diacronica della cultura visuale / Polidoro, Riccardo Maria. - (2025), pp. 85-98.
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