L’articolo affronta la questione della denominazione del divino in contesto rituale, indagando un aspetto particolare dei nomi degli dèi: la plasticità. A tal fine, il rito della preghiera costituisce un utile case study per mostrare che, anche nell’invocazione a una singola divinità, il ricorso a specifici «attributi onomastici» consente di evocare una configurazione di potenze adatta alla situazione secondo la logica relazionale propria del politeismo greco.

Rito e denominazione del divino nella Grecia antica: il caso della preghiera / Pisano, Carmine. - In: SEMITICA ET CLASSICA. - ISSN 2031-5937. - 18:(2025), pp. 195-202.

Rito e denominazione del divino nella Grecia antica: il caso della preghiera

Pisano Carmine
2025

Abstract

L’articolo affronta la questione della denominazione del divino in contesto rituale, indagando un aspetto particolare dei nomi degli dèi: la plasticità. A tal fine, il rito della preghiera costituisce un utile case study per mostrare che, anche nell’invocazione a una singola divinità, il ricorso a specifici «attributi onomastici» consente di evocare una configurazione di potenze adatta alla situazione secondo la logica relazionale propria del politeismo greco.
2025
Rito e denominazione del divino nella Grecia antica: il caso della preghiera / Pisano, Carmine. - In: SEMITICA ET CLASSICA. - ISSN 2031-5937. - 18:(2025), pp. 195-202.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/1031174
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