Il contributo analizza l’interconnessione strutturale ormai irreversibile tra scienza e diritto, evidenziando come le acquisizioni scientifiche assumano il ruolo di formante dell’ordinamento giuridico e condizionino la legittimità delle fonti normative. In tale prospettiva, viene esaminato il principio di ragionevolezza scientifica quale criterio guida del processo legislativo, volto a razionalizzare il progresso tecnico attraverso una ponderazione tra interessi individuali e collettivi. L’elaborato si sofferma sulle sfide poste dalle nuove tecnologie, in particolare intelligenza artificiale, biotecnologie e sperimentazione farmacologica, e sui rischi di una deriva scientista riconducibile al biopotere. Si sostiene la necessità di un approccio metodologico fondato sulla miglior scienza disponibile e sulla verificabilità dei metodi, al fine di evitare arbitrarietà decisionale. Infine, il lavoro propone l’antropocentrismo come paradigma regolativo essenziale per governare la transizione tecnologica e preservare la centralità della persona umana.
Privacy e profili di tutela nell’era genomica / Spena, Maria Camilla. - (2025), pp. 613-626.
Privacy e profili di tutela nell’era genomica
Maria Camilla Spena
2025
Abstract
Il contributo analizza l’interconnessione strutturale ormai irreversibile tra scienza e diritto, evidenziando come le acquisizioni scientifiche assumano il ruolo di formante dell’ordinamento giuridico e condizionino la legittimità delle fonti normative. In tale prospettiva, viene esaminato il principio di ragionevolezza scientifica quale criterio guida del processo legislativo, volto a razionalizzare il progresso tecnico attraverso una ponderazione tra interessi individuali e collettivi. L’elaborato si sofferma sulle sfide poste dalle nuove tecnologie, in particolare intelligenza artificiale, biotecnologie e sperimentazione farmacologica, e sui rischi di una deriva scientista riconducibile al biopotere. Si sostiene la necessità di un approccio metodologico fondato sulla miglior scienza disponibile e sulla verificabilità dei metodi, al fine di evitare arbitrarietà decisionale. Infine, il lavoro propone l’antropocentrismo come paradigma regolativo essenziale per governare la transizione tecnologica e preservare la centralità della persona umana.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


