Il contributo illustra il ruolo integrato del rilievo e della diagnostica come strumenti critici per la conoscenza, la conservazione e la fruizione del tempio di Iside a Pompei. Nell’ambito di un workshop della Scuola Superiore Meridionale, il complesso sacro è stato oggetto di un’articolata campagna di documentazione che combina rilievo diretto, laser scanner 3D, fotogrammetria da drone e da terra, georeferenziazione e modellazione tridimensionale, restituendo un quadro metrico, morfologico e materico di elevato dettaglio. A tali attività si affiancano indagini non distruttive – termografia, microscopia ottica e analisi colorimetriche – impiegate per leggere le discontinuità strutturali, le tecniche costruttive, le integrazioni storiche e le principali forme di degrado delle superfici. L’incrocio dei dati strumentali con le fonti storiche e iconografiche ha consentito di affinare la lettura archeologica dell’iseo pompeiano e di delineare ipotesi di intervento conservativo e strategie di valorizzazione e accessibilità. Il lavoro propone così un percorso metodologico replicabile, in cui la digitalizzazione avanzata e la diagnostica supportano sia la formazione specialistica sia la definizione di futuri scenari di restauro e di fruizione consapevole del sito.
Il rilievo e la diagnostica per il restauro archeologico. Strumenti critici per la conoscenza, la conservazione e la fruizione del Tempio di Iside a Pompei / Cappelli, Luigi. - (2025), pp. 106-113.
Il rilievo e la diagnostica per il restauro archeologico. Strumenti critici per la conoscenza, la conservazione e la fruizione del Tempio di Iside a Pompei
Luigi Cappelli
2025
Abstract
Il contributo illustra il ruolo integrato del rilievo e della diagnostica come strumenti critici per la conoscenza, la conservazione e la fruizione del tempio di Iside a Pompei. Nell’ambito di un workshop della Scuola Superiore Meridionale, il complesso sacro è stato oggetto di un’articolata campagna di documentazione che combina rilievo diretto, laser scanner 3D, fotogrammetria da drone e da terra, georeferenziazione e modellazione tridimensionale, restituendo un quadro metrico, morfologico e materico di elevato dettaglio. A tali attività si affiancano indagini non distruttive – termografia, microscopia ottica e analisi colorimetriche – impiegate per leggere le discontinuità strutturali, le tecniche costruttive, le integrazioni storiche e le principali forme di degrado delle superfici. L’incrocio dei dati strumentali con le fonti storiche e iconografiche ha consentito di affinare la lettura archeologica dell’iseo pompeiano e di delineare ipotesi di intervento conservativo e strategie di valorizzazione e accessibilità. Il lavoro propone così un percorso metodologico replicabile, in cui la digitalizzazione avanzata e la diagnostica supportano sia la formazione specialistica sia la definizione di futuri scenari di restauro e di fruizione consapevole del sito.| File | Dimensione | Formato | |
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