La sociologia digitale ha dedicato crescente attenzione alla violenza di genere, concentrandosi in particolare sulle subculture online note come manosphere, tra cui incel e red pill. Questi gruppi omosociali, analizzati soprattutto su Facebook e Telegram, si caratterizzano per una mascolinità regressiva e per la produzione di linguaggi misogini e contenuti violenti, spesso monitorati attraverso approcci etnografici digitali. Tuttavia, come spesso accade negli studi di genere, tale attenzione si è focalizzata prevalentemente sulle forme più eclatanti della violenza fisica e verbale, trascurando le dimensioni culturali e simboliche che ne supportano la riproduzione. A partire dal 2024, il gruppo di ricerca coordinato da Adam Arvidsson presso l'Università di Napoli Federico II ha avviato lo studio di un nuovo trend nato su TikTok: il fenomeno del «malessere». Questa tendenza, radicata nella cultura popolare napoletana, rappresenta una forma di manosfera diversa dai precedenti, poiché non emerge da ambienti online borghesi ma da un immaginario popolare mediatizzato. L'analisi di questo fenomeno permette di esplorare in modo più diretto la violenza simbolica che permea l'infosfera onlife, una forma di dominazione culturale spesso invisibile, pervasiva e interiorizzata dalle stesse vittime. Con la diffusione dei contenuti su TikTok, tali dinamiche di subordinazione e riproduzione del dominio maschile diventano più riconoscibili, consentendo alla sociologia digitale di approfondire il ruolo delle culture popolari e delle piattaforme nel consolidare nuove grammatiche della violenza di genere
Il ruolo dei media digitali nella riproduzione culturale / Graziano, R.. - 11/25:(2025), pp. 137-169.
Il ruolo dei media digitali nella riproduzione culturale
Graziano, R.
2025
Abstract
La sociologia digitale ha dedicato crescente attenzione alla violenza di genere, concentrandosi in particolare sulle subculture online note come manosphere, tra cui incel e red pill. Questi gruppi omosociali, analizzati soprattutto su Facebook e Telegram, si caratterizzano per una mascolinità regressiva e per la produzione di linguaggi misogini e contenuti violenti, spesso monitorati attraverso approcci etnografici digitali. Tuttavia, come spesso accade negli studi di genere, tale attenzione si è focalizzata prevalentemente sulle forme più eclatanti della violenza fisica e verbale, trascurando le dimensioni culturali e simboliche che ne supportano la riproduzione. A partire dal 2024, il gruppo di ricerca coordinato da Adam Arvidsson presso l'Università di Napoli Federico II ha avviato lo studio di un nuovo trend nato su TikTok: il fenomeno del «malessere». Questa tendenza, radicata nella cultura popolare napoletana, rappresenta una forma di manosfera diversa dai precedenti, poiché non emerge da ambienti online borghesi ma da un immaginario popolare mediatizzato. L'analisi di questo fenomeno permette di esplorare in modo più diretto la violenza simbolica che permea l'infosfera onlife, una forma di dominazione culturale spesso invisibile, pervasiva e interiorizzata dalle stesse vittime. Con la diffusione dei contenuti su TikTok, tali dinamiche di subordinazione e riproduzione del dominio maschile diventano più riconoscibili, consentendo alla sociologia digitale di approfondire il ruolo delle culture popolari e delle piattaforme nel consolidare nuove grammatiche della violenza di genere| File | Dimensione | Formato | |
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