L’autore, singolarmente (§ 2, 5 e 6) e in collaborazione con gli atri autori (§ 1,4 e 7), analizza lo specifico caso del rapimento di Ciro Cirillo. I profili storico-sociologico e quello strettamente processuale della vicenda si incrociano con alcuni rilevanti profili giuridici, cui si fa riferimento, anche in un’ottica di attualizzazione dell’evoluzione del quadro normativo a più di quarant’anni dall’evento. Tra i principali rilevano, da una prospettiva di bilanciamento di interessi costituzionalmente tutelati, i margini di intervento dello Stato nell’ambito di quelle che vengono oggi definite le ‘trattative’ — nel caso di specie a tutela della vita umana. Così le tratttative con organizzazioni eversive o della criminalità organizzata — e il caso Cirillo è un unicum, perché ricomprende entrambe: Brigate rosse e Camorra. S. D’Alfonso guarda al fatto dal punto di vista del costituzionalista, gli altri due autori del penalista. Rilevano, quindi, profili quali la tutela del principio di legalità, lo Stato di diritto, lo stato di necessità, i diritti mani, fino ad arrivare, de iure condendo, alla necessità di attivare un confronto nelle sedi dottrinali e istituzionali in prospettiva di una revisione del quadro normativo vigente. Ciò non solo per definire regole chiare cui fare riferimento in questi casi, ma anche regole che garantiscano il rispetto del principio di uguaglianza: nel caso Cirillo la trattativa fu tale da portare alla liberazione, nel caso Moro no.
Il caso Cirillo: una lettura attualizzata delle "trattative" tra Stato, terrorismo e mafie / Cutolo, M.; D'Alfonso, Stefano; Milone., A.. - 1:(2025), pp. 51-78.
Il caso Cirillo: una lettura attualizzata delle "trattative" tra Stato, terrorismo e mafie
Stefano D'Alfonso
Co-primo
;
2025
Abstract
L’autore, singolarmente (§ 2, 5 e 6) e in collaborazione con gli atri autori (§ 1,4 e 7), analizza lo specifico caso del rapimento di Ciro Cirillo. I profili storico-sociologico e quello strettamente processuale della vicenda si incrociano con alcuni rilevanti profili giuridici, cui si fa riferimento, anche in un’ottica di attualizzazione dell’evoluzione del quadro normativo a più di quarant’anni dall’evento. Tra i principali rilevano, da una prospettiva di bilanciamento di interessi costituzionalmente tutelati, i margini di intervento dello Stato nell’ambito di quelle che vengono oggi definite le ‘trattative’ — nel caso di specie a tutela della vita umana. Così le tratttative con organizzazioni eversive o della criminalità organizzata — e il caso Cirillo è un unicum, perché ricomprende entrambe: Brigate rosse e Camorra. S. D’Alfonso guarda al fatto dal punto di vista del costituzionalista, gli altri due autori del penalista. Rilevano, quindi, profili quali la tutela del principio di legalità, lo Stato di diritto, lo stato di necessità, i diritti mani, fino ad arrivare, de iure condendo, alla necessità di attivare un confronto nelle sedi dottrinali e istituzionali in prospettiva di una revisione del quadro normativo vigente. Ciò non solo per definire regole chiare cui fare riferimento in questi casi, ma anche regole che garantiscano il rispetto del principio di uguaglianza: nel caso Cirillo la trattativa fu tale da portare alla liberazione, nel caso Moro no.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


