Come ideare un ipostilo accanto al Partenone, a cospetto del suo perfetto streobate? Come trovare la sintassi adeguata, il ritmo e le proporzioni degli stiloi, ma anche come distillare il linguaggio più appropriato? Nelle quattro illustrazioni che accompagnano il saggio si mettono a confronto e verificano a mo’ di manifesto, coi soli strumenti del disegno a mano, quale specifico modo di conoscenza dell’architettura, due versioni: quella arcaica (rossa) in cui le colonne sono massive e il tetto si comporta come un grande architrave-epistilio e quella (blu) in cui le colonne sono come i pali lignei di un velario che, secondo Semper, è l’origine dell’archetipo dell’ipostilo. Nella prima variazione - “micenea” - si tende ad una tettonica litica, nella seconda - “miesiana” - si punta al dia-phano, alla massima attraversabilità dello sguardo, riducendo a minimo gli impedimenti, per rivelare e manifestare la bellezza dello stilobate del tempio riscendo a rappresentare l’ordo sintattico derivato, per inversione, dalle sue metriche: alla cella corrisponde la corte/aulé; alle massive colonne gli esili e radi sostegni disposti a quinconce.
Due variazioni di Ipostilo al cospetto del Partenone / Capozzi, Renato. - (2024). ( Undicesimo Forum Traiettorie | Il progetto di Architettura tra pensiero e pratica Politecnico di Milano - Mantova Campus 14.15.16 novembre 2024).
Due variazioni di Ipostilo al cospetto del Partenone
Renato Capozzi
2024
Abstract
Come ideare un ipostilo accanto al Partenone, a cospetto del suo perfetto streobate? Come trovare la sintassi adeguata, il ritmo e le proporzioni degli stiloi, ma anche come distillare il linguaggio più appropriato? Nelle quattro illustrazioni che accompagnano il saggio si mettono a confronto e verificano a mo’ di manifesto, coi soli strumenti del disegno a mano, quale specifico modo di conoscenza dell’architettura, due versioni: quella arcaica (rossa) in cui le colonne sono massive e il tetto si comporta come un grande architrave-epistilio e quella (blu) in cui le colonne sono come i pali lignei di un velario che, secondo Semper, è l’origine dell’archetipo dell’ipostilo. Nella prima variazione - “micenea” - si tende ad una tettonica litica, nella seconda - “miesiana” - si punta al dia-phano, alla massima attraversabilità dello sguardo, riducendo a minimo gli impedimenti, per rivelare e manifestare la bellezza dello stilobate del tempio riscendo a rappresentare l’ordo sintattico derivato, per inversione, dalle sue metriche: alla cella corrisponde la corte/aulé; alle massive colonne gli esili e radi sostegni disposti a quinconce.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


