Il contributo intende indagare le modalità attraverso cui le arti, intese quali forma di espressività e creatività giovanile, si connettono con la partecipazione e lo sviluppo dei diritti umani. La promozione della partecipazione giovanile, infatti, è da diversi decenni all’attenzione delle politiche europee. Numerosi - e con importanti ricadute a livello sociale - sono i progetti che incentivano forme di coinvolgimento dei giovani al fine di favorire la cittadinanza attiva, incrementando la (ri)motivazione, il benessere personale e la fiducia nelle istituzioni. Tali sistemi educativi furono istituzionalizzati nel 1974, quando l’UNESCO adottò la Raccomandazione sull’educazione per la comprensione, la cooperazione e la pace internazionale e sull’educazione relativa ai diritti umani e alle libertà fondamentali, nella quale incoraggiava gli educatori “ad applicare metodi che, facendo appello all’immaginazione creativa dei bambini e degli adolescenti, li preparino ad esercitare i loro diritti e le loro libertà” (par. 12, parte V). La promozione della partecipazione alla vita attiva e democratica, attraverso interventi che favoriscono la cittadinanza attiva, il dialogo interculturale, l’inclusione sociale e la solidarietà, avviene spesso con l’ideazione e la realizzazione di attività espressive, ad alto contenuto creativo, in linea con quelli che sono i codici comunicativi della gioventù. Le arti sono anche al centro dell’Art. 6.2 della Dichiarazione delle Nazioni Unite, che mira ad incoraggiarle quale “strumento di formazione e crescita di consapevolezza nel campo dei diritti umani”. Le metodologie educative basate sull’esperienza artistica, oltre a rappresentare dei potenti strumenti educativi che vanno ad agire sullo sviluppo di modelli culturali basati sulla centralità della difesa dei diritti umani, possono anche essere considerate come una peculiare tipologia di educazione informale, ovvero come quel “processo continuativo nel quale ogni individuo acquisisce attitudini, valori, abilità e conoscenze dagli apporti e dalle risorse educative presenti nel proprio ambiente e dall’esperienza quotidiana” (Carta europea sull’educazione per la cittadinanza democratica e l’educazione ai diritti umani, art. 2, lett. (e)). D’altro canto, al centro della produzione artistica di moltissimi performers contemporanei, ritroviamo spesso l’attenzione a tematiche sociali di grande rilievo, quale appunto quella degli “human rights”. Tale connessione si colloca anche su un territorio che ingloba “tematiche della “dissidenza” e di istituzionalizzazione di pratiche performative, come è il caso della street-art, ad esempio. Gli strumenti a forte caratterizzazione estetica, culturale, artistica, espressiva, potrebbero essere, altresì, utilizzati persino come attrezzature per intercettare talune forme di disagio, tipiche di segmenti giovanili a rischio, al fine di agire su di essi nella direzione del “recupero”. Un discorso che si connette anche con talune pratiche innovative di intervento riabilitativo e psicoterapeutico come la musicoterapia, la quale si propone come contrasto ad un’ampia gamma di condizioni patologiche, in particolar modo ai disturbi dello spettro autistico. Le forme più peculiari dell’espressività artistica - come la musica o la pittura - possono rappresentare dei codici comunicativi di straordinaria efficacia per comprendere i mondi imperscrutabili a cui appartengono coloro che presentano questi specifici e complessi disturbi nel neurosviluppo, al fine di esercitare imprescindibili diritti umani.
L'arte della cittadinanza. "Human Rights" tra culture e pratiche / Calia, Raffaella Monia; Gaveglia, Giuliano. - (2023).
L'arte della cittadinanza. "Human Rights" tra culture e pratiche
CALIA, Raffaella Monia
;
2023
Abstract
Il contributo intende indagare le modalità attraverso cui le arti, intese quali forma di espressività e creatività giovanile, si connettono con la partecipazione e lo sviluppo dei diritti umani. La promozione della partecipazione giovanile, infatti, è da diversi decenni all’attenzione delle politiche europee. Numerosi - e con importanti ricadute a livello sociale - sono i progetti che incentivano forme di coinvolgimento dei giovani al fine di favorire la cittadinanza attiva, incrementando la (ri)motivazione, il benessere personale e la fiducia nelle istituzioni. Tali sistemi educativi furono istituzionalizzati nel 1974, quando l’UNESCO adottò la Raccomandazione sull’educazione per la comprensione, la cooperazione e la pace internazionale e sull’educazione relativa ai diritti umani e alle libertà fondamentali, nella quale incoraggiava gli educatori “ad applicare metodi che, facendo appello all’immaginazione creativa dei bambini e degli adolescenti, li preparino ad esercitare i loro diritti e le loro libertà” (par. 12, parte V). La promozione della partecipazione alla vita attiva e democratica, attraverso interventi che favoriscono la cittadinanza attiva, il dialogo interculturale, l’inclusione sociale e la solidarietà, avviene spesso con l’ideazione e la realizzazione di attività espressive, ad alto contenuto creativo, in linea con quelli che sono i codici comunicativi della gioventù. Le arti sono anche al centro dell’Art. 6.2 della Dichiarazione delle Nazioni Unite, che mira ad incoraggiarle quale “strumento di formazione e crescita di consapevolezza nel campo dei diritti umani”. Le metodologie educative basate sull’esperienza artistica, oltre a rappresentare dei potenti strumenti educativi che vanno ad agire sullo sviluppo di modelli culturali basati sulla centralità della difesa dei diritti umani, possono anche essere considerate come una peculiare tipologia di educazione informale, ovvero come quel “processo continuativo nel quale ogni individuo acquisisce attitudini, valori, abilità e conoscenze dagli apporti e dalle risorse educative presenti nel proprio ambiente e dall’esperienza quotidiana” (Carta europea sull’educazione per la cittadinanza democratica e l’educazione ai diritti umani, art. 2, lett. (e)). D’altro canto, al centro della produzione artistica di moltissimi performers contemporanei, ritroviamo spesso l’attenzione a tematiche sociali di grande rilievo, quale appunto quella degli “human rights”. Tale connessione si colloca anche su un territorio che ingloba “tematiche della “dissidenza” e di istituzionalizzazione di pratiche performative, come è il caso della street-art, ad esempio. Gli strumenti a forte caratterizzazione estetica, culturale, artistica, espressiva, potrebbero essere, altresì, utilizzati persino come attrezzature per intercettare talune forme di disagio, tipiche di segmenti giovanili a rischio, al fine di agire su di essi nella direzione del “recupero”. Un discorso che si connette anche con talune pratiche innovative di intervento riabilitativo e psicoterapeutico come la musicoterapia, la quale si propone come contrasto ad un’ampia gamma di condizioni patologiche, in particolar modo ai disturbi dello spettro autistico. Le forme più peculiari dell’espressività artistica - come la musica o la pittura - possono rappresentare dei codici comunicativi di straordinaria efficacia per comprendere i mondi imperscrutabili a cui appartengono coloro che presentano questi specifici e complessi disturbi nel neurosviluppo, al fine di esercitare imprescindibili diritti umani.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


