Gli anni di elaborazione del grande progetto di ricerca scientifica e di sperimentazione progettuale di Econeapolis, 1986/2000, che consentirà ad Aldo Loris Rossi di essere insignito dell’importante riconoscimento di Accademico delle Arti e del Disegno di Firenze, sono gli anni in cui il gruppo di architetti formatisi alla sua scuola attraverso i corsi verticali di progettazione architettonica alla Facoltà di Architettura di Napoli e laureatisi prevalentemente sul Piano di Recupero del Centro Storico di Pozzuoli, divengono gli architetti ai quali Rossi affida l’elaborazione dei progetti esecutivi e il controllo dei cantieri di Napoli per Piazza Grande e di Bisaccia e, allo stesso tempo, l’elaborazione dei Piani di Recupero dei 12 quartieri storici di Napoli e il Piano della Grande Napoli, delle cinque direttrici di sviluppo territoriale della Regione Campania e delle tre cinture verdi dell’area metropolitana di Napoli (Econeapolis 1986/2000) in qualità di assistenti ai corsi di progettazione architettonica al quarto e quinto anno del Corso di Laurea e per la preparazione delle Tesi di Laurea. Una Scuola di Architettura che vede architetti e assistenti come Ennio De Crescenzo, Giandomenico Inglese, Amerigo Quagliano, Silvana Feleppa, Raffaele Pastore, Franca Guzzi, Franco Iovanna, Nella Tarantino, Antonio Cuono, Assunta Lavorgna, Agnese Ricigliano, Pino Cristoforoni, Rocco Telesca, Raffaele Iandolo, Paola Nugnes, solo per ricordarne alcuni, e quest’ultima prima Deputata al Parlamento e poi al Senato, architetti/assistenti universitari, che sono stati ingiustamente definiti da un professore ordinario di progettazione architettonica ma laureatosi in storia dell’architettura “collaboratori operativi”, questo a dimostrazione di come l’accademia non solo emarginava culturalmente e professionalmente Rossi ma che intendeva sradicare alla radice ogni possibilità di crescita di un pensiero differente che si opponesse alla continua riedizione delle fasi di crescita senza soluzione di continuità di Napoli e della sua area metropolitana.
I maestri: Aldo Loris Rossi dal Piano di Recupero di Piazza Grande a Econeapolis e l’utopia realizzabile / Buondonno, Emma. - 1:(2025), pp. 50-61.
I maestri: Aldo Loris Rossi dal Piano di Recupero di Piazza Grande a Econeapolis e l’utopia realizzabile.
BUONDONNO, EMMA
2025
Abstract
Gli anni di elaborazione del grande progetto di ricerca scientifica e di sperimentazione progettuale di Econeapolis, 1986/2000, che consentirà ad Aldo Loris Rossi di essere insignito dell’importante riconoscimento di Accademico delle Arti e del Disegno di Firenze, sono gli anni in cui il gruppo di architetti formatisi alla sua scuola attraverso i corsi verticali di progettazione architettonica alla Facoltà di Architettura di Napoli e laureatisi prevalentemente sul Piano di Recupero del Centro Storico di Pozzuoli, divengono gli architetti ai quali Rossi affida l’elaborazione dei progetti esecutivi e il controllo dei cantieri di Napoli per Piazza Grande e di Bisaccia e, allo stesso tempo, l’elaborazione dei Piani di Recupero dei 12 quartieri storici di Napoli e il Piano della Grande Napoli, delle cinque direttrici di sviluppo territoriale della Regione Campania e delle tre cinture verdi dell’area metropolitana di Napoli (Econeapolis 1986/2000) in qualità di assistenti ai corsi di progettazione architettonica al quarto e quinto anno del Corso di Laurea e per la preparazione delle Tesi di Laurea. Una Scuola di Architettura che vede architetti e assistenti come Ennio De Crescenzo, Giandomenico Inglese, Amerigo Quagliano, Silvana Feleppa, Raffaele Pastore, Franca Guzzi, Franco Iovanna, Nella Tarantino, Antonio Cuono, Assunta Lavorgna, Agnese Ricigliano, Pino Cristoforoni, Rocco Telesca, Raffaele Iandolo, Paola Nugnes, solo per ricordarne alcuni, e quest’ultima prima Deputata al Parlamento e poi al Senato, architetti/assistenti universitari, che sono stati ingiustamente definiti da un professore ordinario di progettazione architettonica ma laureatosi in storia dell’architettura “collaboratori operativi”, questo a dimostrazione di come l’accademia non solo emarginava culturalmente e professionalmente Rossi ma che intendeva sradicare alla radice ogni possibilità di crescita di un pensiero differente che si opponesse alla continua riedizione delle fasi di crescita senza soluzione di continuità di Napoli e della sua area metropolitana.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


