Come è noto l'area ex ILVA di Bagnoli ha un'estensione di circa 300 ettari, pari a tre chilometri quadrati, è grande quasi come San Giorgio a Cremano, cittaina dell'area vesuviana abitata da oltre 50mila residenti, per gli speculatori edilizi l'are di Bagnoli deve essere urbanizza per scopi residenziali con oltre 18mila nuovi alloggi ma il riacutizzarsi del fenomeno del bradisismo ha bloccato questa destinazione d'uso e la scelta di realizzare alberghi, alloggi temporanei, studentati, sedi universitarie, il polo tecnologico - ambientale per l'insediamento di 40 aziende sono tutte destinazioni alternative ma comunque di cementificazione dell'intera piana alluvionale. Viceversa la realizzazione della spiaggia libera e del grande parco urbano avrebbe rappresentato l'unica scelta più responsabile per Napoli e per i sui abitanti. Tutte le opere, invece, che si stanno realizzando per soddisfare gli appetiti degli speculatori privati comunque sono finanziate con risorse pubbliche e tale carattere spregiudicato è da contrastare energicamente. E' inaccettabile che si socializzino le perdite e si privatizzino i profitti. Una nuova democrazia partecipata deve riacquistare voce nel deserto affaristico dell'asse speculativo in atto.
Il nuovo corso delle trasformazioni di Napoli e della Città metropolitana, la visione della crescita e della densificazione delle ex aree industriali a est e a ovest e il caso di Bagnoli per la Coppa America / Buondonno, Emma. - (2025). ( Da la Pietra a Pietrarsa: contro Coppa America, baracconi e commissariamenti. Ex Asilo Filangieri, Vico Maffei, n. 4, Napoli. 10 giugno 2025).
Il nuovo corso delle trasformazioni di Napoli e della Città metropolitana, la visione della crescita e della densificazione delle ex aree industriali a est e a ovest e il caso di Bagnoli per la Coppa America.
BUONDONNO, EMMA
2025
Abstract
Come è noto l'area ex ILVA di Bagnoli ha un'estensione di circa 300 ettari, pari a tre chilometri quadrati, è grande quasi come San Giorgio a Cremano, cittaina dell'area vesuviana abitata da oltre 50mila residenti, per gli speculatori edilizi l'are di Bagnoli deve essere urbanizza per scopi residenziali con oltre 18mila nuovi alloggi ma il riacutizzarsi del fenomeno del bradisismo ha bloccato questa destinazione d'uso e la scelta di realizzare alberghi, alloggi temporanei, studentati, sedi universitarie, il polo tecnologico - ambientale per l'insediamento di 40 aziende sono tutte destinazioni alternative ma comunque di cementificazione dell'intera piana alluvionale. Viceversa la realizzazione della spiaggia libera e del grande parco urbano avrebbe rappresentato l'unica scelta più responsabile per Napoli e per i sui abitanti. Tutte le opere, invece, che si stanno realizzando per soddisfare gli appetiti degli speculatori privati comunque sono finanziate con risorse pubbliche e tale carattere spregiudicato è da contrastare energicamente. E' inaccettabile che si socializzino le perdite e si privatizzino i profitti. Una nuova democrazia partecipata deve riacquistare voce nel deserto affaristico dell'asse speculativo in atto.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


