Le distruzioni di interi paesi e il massacro di interi popoli sono le facce complementari della stessa medaglia: l’industria della morte Armi e Cemento. L’iperliberismo, l’iperconsumismo e il turbocapitalismo dei paesi occidentali come dei BRICS, Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa, ai quali si sono recentemente aggiunti altri stati, proseguono nel consumo inarrestabile delle risorse naturali e delle materie prime nonostante gli sforzi delle democrazie più avanzate diretti a rendere compatibile lo sviluppo economico con la salvaguardia dell’ambiente. Il divario tra l’accumulo della ricchezza del mondo nelle mani di una cerchia sempre più ristretta di soggetti rispetto all’ampliamento delle fasce di popolazione sempre più ampie di povertà rappresenta il fallimento del modello economico capitalista. I paesi europei dove ci sono ancora forme di democrazie più avanzate per il rispetto dei diritti umani, civili e sociali non riescono più a contrastare lo scontro in atto tra l’Occidente e i BRICS anche se entrambi i sistemi di poteri sono identici dal punto di vista delle organizzazioni economiche perché in corsa verso forme di ipercapitalismo. Lo spreco delle risorse naturali e delle fonti di energia non rinnovabili si associa allo spreco di tutte le iperproduzioni oltre ogni reale fabbisogno delle persone e in particolare per il cibo si registra la produzione di alimento per 12 miliardi di individui, il Pianeta è abitato da circa 8 miliardi di persone e di queste circa un miliardo non riesce ad accedere al cibo per cui, ne consegue, che è prodotto cibo superfluo per ben 5 miliardi di esseri umani con il consumo inutile di risorse naturali e fonti energetiche. È dei paesi più avanzati europei il tentativo dagli anni ’70 dello scorso secolo di contenere i consumi delle risorse naturali e delle fonti energetiche non rinnovabili e di coniugare lo sviluppo economico con la tutela della natura e delle risorse non rinnovabili. È dei paesi europei, da oltre cinquanta anni, che si cerca di rendere partecipi i cittadini nelle scelte di politiche economiche da mettere in campo, attraverso l’istituto referendario le popolazioni hanno scelto di percorrere strade che allo sviluppo economico si accompagnassero attività di controllo ambientale e di tutela dei diritti delle persone al benessere e alla salute.

La Crisi climatica, rottura incomponibile nell’attuale paradigma? Pensare il mondo / Buondonno, Emma. - (2025). ( Di fronte al mondo nuovo necessario Casa del Popolo, Piazza Castello, Acerra (NA) 14 giugno 2025).

La Crisi climatica, rottura incomponibile nell’attuale paradigma? Pensare il mondo.

BUONDONNO, EMMA
2025

Abstract

Le distruzioni di interi paesi e il massacro di interi popoli sono le facce complementari della stessa medaglia: l’industria della morte Armi e Cemento. L’iperliberismo, l’iperconsumismo e il turbocapitalismo dei paesi occidentali come dei BRICS, Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa, ai quali si sono recentemente aggiunti altri stati, proseguono nel consumo inarrestabile delle risorse naturali e delle materie prime nonostante gli sforzi delle democrazie più avanzate diretti a rendere compatibile lo sviluppo economico con la salvaguardia dell’ambiente. Il divario tra l’accumulo della ricchezza del mondo nelle mani di una cerchia sempre più ristretta di soggetti rispetto all’ampliamento delle fasce di popolazione sempre più ampie di povertà rappresenta il fallimento del modello economico capitalista. I paesi europei dove ci sono ancora forme di democrazie più avanzate per il rispetto dei diritti umani, civili e sociali non riescono più a contrastare lo scontro in atto tra l’Occidente e i BRICS anche se entrambi i sistemi di poteri sono identici dal punto di vista delle organizzazioni economiche perché in corsa verso forme di ipercapitalismo. Lo spreco delle risorse naturali e delle fonti di energia non rinnovabili si associa allo spreco di tutte le iperproduzioni oltre ogni reale fabbisogno delle persone e in particolare per il cibo si registra la produzione di alimento per 12 miliardi di individui, il Pianeta è abitato da circa 8 miliardi di persone e di queste circa un miliardo non riesce ad accedere al cibo per cui, ne consegue, che è prodotto cibo superfluo per ben 5 miliardi di esseri umani con il consumo inutile di risorse naturali e fonti energetiche. È dei paesi più avanzati europei il tentativo dagli anni ’70 dello scorso secolo di contenere i consumi delle risorse naturali e delle fonti energetiche non rinnovabili e di coniugare lo sviluppo economico con la tutela della natura e delle risorse non rinnovabili. È dei paesi europei, da oltre cinquanta anni, che si cerca di rendere partecipi i cittadini nelle scelte di politiche economiche da mettere in campo, attraverso l’istituto referendario le popolazioni hanno scelto di percorrere strade che allo sviluppo economico si accompagnassero attività di controllo ambientale e di tutela dei diritti delle persone al benessere e alla salute.
2025
La Crisi climatica, rottura incomponibile nell’attuale paradigma? Pensare il mondo / Buondonno, Emma. - (2025). ( Di fronte al mondo nuovo necessario Casa del Popolo, Piazza Castello, Acerra (NA) 14 giugno 2025).
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