La moderazione automatizzata dei contenuti è il margine conteso della sovranità digitale. La tesi esplora il ruolo delle Corporation digitali, al centro della matrice concettuale, nella standardizzazione della cittadinanza sulle piattaforme di social media. Il Capitolo 1 ripercorre le tappe fondamentali dell'individuazione di principi etici per l'intelligenza artificiale e le sfide della cooperazione internazionale. Sul piano storico, il processo di normalizzazione della razionalità tecnologica ha orientato il rapporto tra capitale, esseri umani e macchine, facendo emergere logiche biopolitiche di governo. Corpi intermedi tra Stato e Mercato, le Corporation digitali sono interessate da fenomeni di regolamentazione pubblica e privata, lobbying e monopolio. La ricerca qualitativa si è articolata in tre fasi: esplorativa, analitico-comparativa e applicativa. Il Capitolo 2 esamina le dottrine politiche sulla sovranità, facendo luce sul funzionamento dei sistemi di IA, sulla tipologia di decisioni e sui meccanismi di risoluzione delle controversie. L’individuazione delle fonti (Appendice B) ha visto la raccolta e la classificazione delle policy di Meta (Facebook, Instagram), X (già Twitter) e ByteDance (TikTok), che svolgono sia una funzione pragmatica che normativa. I regolamenti europei (Digital Services Act, Media Freedom Act, Artificial Intelligence Act) sono stati utilizzati come variabile indipendente, mentre le risorse disponibili sui portali Transparency sono state categorizzate come variabile dipendente e suddivise per tipologia (Design, Contenuto, Lavoro). I Termini di Servizio, gli Standard della Community e le Condizioni di utilizzo mancano di una reale negoziazione tra comunità e Corporation. In caso di violazione delle policy, di ambiguità o di "contenuto illegale", le piattaforme attuano strategie di riduzione, rimozione e filtraggio che limitano la diffusione dei contenuti (schematizzate nell'Appendice A). La gestione del diritto di appello online è al centro dell'analisi del Capitolo 3. L’esame del rapporto tra piattaforme e utenti nella definizione dei confini di ammissibilità dei contenuti segnala la presenza di discriminazioni algoritmiche di Genere, Razza e Classe, presentate nel Capitolo 4. L'implementazione dei sistemi di IA nella sfera pubblica trova nel Capitolo 5 una problematizzazione applicata al campo della giustizia e dell’educazione. Sebbene l’automazione venga spesso ritenuta irreversibile, sono presenti atti di resistenza che sfidano, sovvertono ed eludono le norme, ridefinendo così il discorso sulla disobbedienza.
La regolamentazione pubblica delle piattaforme digitali. Disegnando il codice dell’identità in Rete / Santoriello, Sara Concetta. - (2025).
La regolamentazione pubblica delle piattaforme digitali. Disegnando il codice dell’identità in Rete
Santoriello
2025
Abstract
La moderazione automatizzata dei contenuti è il margine conteso della sovranità digitale. La tesi esplora il ruolo delle Corporation digitali, al centro della matrice concettuale, nella standardizzazione della cittadinanza sulle piattaforme di social media. Il Capitolo 1 ripercorre le tappe fondamentali dell'individuazione di principi etici per l'intelligenza artificiale e le sfide della cooperazione internazionale. Sul piano storico, il processo di normalizzazione della razionalità tecnologica ha orientato il rapporto tra capitale, esseri umani e macchine, facendo emergere logiche biopolitiche di governo. Corpi intermedi tra Stato e Mercato, le Corporation digitali sono interessate da fenomeni di regolamentazione pubblica e privata, lobbying e monopolio. La ricerca qualitativa si è articolata in tre fasi: esplorativa, analitico-comparativa e applicativa. Il Capitolo 2 esamina le dottrine politiche sulla sovranità, facendo luce sul funzionamento dei sistemi di IA, sulla tipologia di decisioni e sui meccanismi di risoluzione delle controversie. L’individuazione delle fonti (Appendice B) ha visto la raccolta e la classificazione delle policy di Meta (Facebook, Instagram), X (già Twitter) e ByteDance (TikTok), che svolgono sia una funzione pragmatica che normativa. I regolamenti europei (Digital Services Act, Media Freedom Act, Artificial Intelligence Act) sono stati utilizzati come variabile indipendente, mentre le risorse disponibili sui portali Transparency sono state categorizzate come variabile dipendente e suddivise per tipologia (Design, Contenuto, Lavoro). I Termini di Servizio, gli Standard della Community e le Condizioni di utilizzo mancano di una reale negoziazione tra comunità e Corporation. In caso di violazione delle policy, di ambiguità o di "contenuto illegale", le piattaforme attuano strategie di riduzione, rimozione e filtraggio che limitano la diffusione dei contenuti (schematizzate nell'Appendice A). La gestione del diritto di appello online è al centro dell'analisi del Capitolo 3. L’esame del rapporto tra piattaforme e utenti nella definizione dei confini di ammissibilità dei contenuti segnala la presenza di discriminazioni algoritmiche di Genere, Razza e Classe, presentate nel Capitolo 4. L'implementazione dei sistemi di IA nella sfera pubblica trova nel Capitolo 5 una problematizzazione applicata al campo della giustizia e dell’educazione. Sebbene l’automazione venga spesso ritenuta irreversibile, sono presenti atti di resistenza che sfidano, sovvertono ed eludono le norme, ridefinendo così il discorso sulla disobbedienza.| File | Dimensione | Formato | |
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