Il volume presenta gli esiti di tre ricerche di tesi in Progettazione Architettonica e Urbana, discusse negli a.a. 2023/24 e 2024/25 nel corso di laurea magistrale a ciclo unico in Architettura (Arc5UE) del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Al centro del confronto c’è la trasformazione del patrimonio esistente quale leva strategica per la rigenerazione urbana. Ciascun progetto si misura con una tipologia specifica – silos, caserme, cisterne –strutture originariamente concepite per contenere merci, persone o acqua, che oggi si aprono a nuovi contenuti, divenendo luoghi per la collettività, l’abitare, la cultura, la produzione. L’approccio progettuale supera la dimensione dell’oggetto architettonico per instaurare relazioni su scala di quartiere e di città: il recupero fisico si intreccia con le declinazioni sociali, culturali ed economiche, sanando le fratture causate da dismissione e abbandono. Così il patrimonio esistente si trasforma in vera e propria materia di progetto, capace di generare nuovi scenari urbani in cui si coniugano continuità storica e innovazione formale.Il volume si propone così come osservatorio delle molteplici traiettorie che la rigenerazione urbana può assumere: dimostra come il progetto, inteso quale dispositivo critico-operativo, possa restituire centralità a porzioni di città marginalizzate, convertendo vuoti temporanei in nodi strategici di connessione e scambio. In questa prospettiva, il riuso di ex silos, caserme e cisterne diventa paradigma di una continuità rigeneratrice, capace di reinventare l’ordinario e di rilanciare il futuro della città contemporanea

L’infra-ordinario come materia di progetto / Multari, Giovanni. - TeA / Teaching Architecture:(2025), pp. 7-11.

L’infra-ordinario come materia di progetto

Giovanni Multari
2025

Abstract

Il volume presenta gli esiti di tre ricerche di tesi in Progettazione Architettonica e Urbana, discusse negli a.a. 2023/24 e 2024/25 nel corso di laurea magistrale a ciclo unico in Architettura (Arc5UE) del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Al centro del confronto c’è la trasformazione del patrimonio esistente quale leva strategica per la rigenerazione urbana. Ciascun progetto si misura con una tipologia specifica – silos, caserme, cisterne –strutture originariamente concepite per contenere merci, persone o acqua, che oggi si aprono a nuovi contenuti, divenendo luoghi per la collettività, l’abitare, la cultura, la produzione. L’approccio progettuale supera la dimensione dell’oggetto architettonico per instaurare relazioni su scala di quartiere e di città: il recupero fisico si intreccia con le declinazioni sociali, culturali ed economiche, sanando le fratture causate da dismissione e abbandono. Così il patrimonio esistente si trasforma in vera e propria materia di progetto, capace di generare nuovi scenari urbani in cui si coniugano continuità storica e innovazione formale.Il volume si propone così come osservatorio delle molteplici traiettorie che la rigenerazione urbana può assumere: dimostra come il progetto, inteso quale dispositivo critico-operativo, possa restituire centralità a porzioni di città marginalizzate, convertendo vuoti temporanei in nodi strategici di connessione e scambio. In questa prospettiva, il riuso di ex silos, caserme e cisterne diventa paradigma di una continuità rigeneratrice, capace di reinventare l’ordinario e di rilanciare il futuro della città contemporanea
2025
978-88-6887-366-0
L’infra-ordinario come materia di progetto / Multari, Giovanni. - TeA / Teaching Architecture:(2025), pp. 7-11.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/1013845
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