I. Densificazione/spopolamento e consumo delle risorse naturali. Il tema dell’individuazione di indicatori finalizzati alla certificazione dei materiali e del ciclo delle costruzioni, in armonia con i contesti ambientali e territoriali, scaturisce direttamente dal bisogno di far fronte alle esigenze di tutela ambientale, oggi avvertite come un vero e proprio bisogno sociale e, sempre più specificamente, normate a livello comunitario e nazionale. In tale contesto, è intuitivo notare come la definizione dei nuovi paradigmi dell’architettura e dell’urbanistica contemporanee ricopra un ruolo fondamentale, all’interno di detto sistema, orientando, praticamente, i processi di trasformazione fisica delle città e dei paesaggi nella direzione della valorizzazione delle biodiversità e della salvaguardia delle identità locali. La base di partenza di ogni intervento edilizio, attualmente, ha bisogno di scavalcare le aporie della globalizzazione e della standardizzazione degli apparati estetico-formali così come le asemanticità dei modelli strutturali e di completamento delle architetture. Le spinte del ripensamento degli organismi urbani sono state messe in moto già da oltre cinquant’anni, all’indomani della grande crisi energetica del 1970; tuttavia non sono ancora riuscite a determinare delle ricadute concrete in termini di sostenibilità dell’impatto antropico sul Pianeta. L’evoluzione tecnologica e la sperimentazione progettuale hanno consentito di contenere gli effetti dell’alterazione degli equilibri dei sistemi ambientali ma, come si evince alla luce dell’aggravarsi dei cambiamenti climatici, non sono state ancora sufficienti a invertire la rotta del consumo delle risorse naturali non rinnovabili, soprattutto quella del suolo. Il succedersi sempre più accelerato di crisi ambientali, da quella energetica già citata fino a quella epidemiologica e sanitaria da Sars-CoV-2 e del surriscaldamento del Pianeta, continuano a rimarcare le falle del sistema produttivo globalizzato. La lotta ai cambiamenti climatici impone una decisa inversione nelle politiche, ne è testimonianza il Programma quadro dell'UE “Horizon Europe” per il settennio 2021 - 2027, che dedica ampio spazio ai progetti di ricerca concernenti lo sviluppo di città resilienti al cambiamento climatico e i conseguenti eventi estremi. L'intervento degli Stati nazionali si dimostra, pertanto, decisivo sia in termini di legislazione - centrale e periferica - sia attraverso l’azione concreta della pubblica amministrazione la quale contribuisce, in modo significativo, allo sviluppo del tessuto economico e produttivo nazionale e ne orienta la direzione, tramite le procedure di appalti pubblici o con l’emanazione di bandi in attuazione della programmazione POR FESR .
Comporre con la Natura. Transizione ecologica e bioregionalismo / Buondonno, Emma; Nardone Aggiutorio, Filomena. - 1:(2023), pp. 93-103.
Comporre con la Natura. Transizione ecologica e bioregionalismo.
BUONDONNO, EMMA
;NARDONE AGGIUTORIO, FILOMENA
2023
Abstract
I. Densificazione/spopolamento e consumo delle risorse naturali. Il tema dell’individuazione di indicatori finalizzati alla certificazione dei materiali e del ciclo delle costruzioni, in armonia con i contesti ambientali e territoriali, scaturisce direttamente dal bisogno di far fronte alle esigenze di tutela ambientale, oggi avvertite come un vero e proprio bisogno sociale e, sempre più specificamente, normate a livello comunitario e nazionale. In tale contesto, è intuitivo notare come la definizione dei nuovi paradigmi dell’architettura e dell’urbanistica contemporanee ricopra un ruolo fondamentale, all’interno di detto sistema, orientando, praticamente, i processi di trasformazione fisica delle città e dei paesaggi nella direzione della valorizzazione delle biodiversità e della salvaguardia delle identità locali. La base di partenza di ogni intervento edilizio, attualmente, ha bisogno di scavalcare le aporie della globalizzazione e della standardizzazione degli apparati estetico-formali così come le asemanticità dei modelli strutturali e di completamento delle architetture. Le spinte del ripensamento degli organismi urbani sono state messe in moto già da oltre cinquant’anni, all’indomani della grande crisi energetica del 1970; tuttavia non sono ancora riuscite a determinare delle ricadute concrete in termini di sostenibilità dell’impatto antropico sul Pianeta. L’evoluzione tecnologica e la sperimentazione progettuale hanno consentito di contenere gli effetti dell’alterazione degli equilibri dei sistemi ambientali ma, come si evince alla luce dell’aggravarsi dei cambiamenti climatici, non sono state ancora sufficienti a invertire la rotta del consumo delle risorse naturali non rinnovabili, soprattutto quella del suolo. Il succedersi sempre più accelerato di crisi ambientali, da quella energetica già citata fino a quella epidemiologica e sanitaria da Sars-CoV-2 e del surriscaldamento del Pianeta, continuano a rimarcare le falle del sistema produttivo globalizzato. La lotta ai cambiamenti climatici impone una decisa inversione nelle politiche, ne è testimonianza il Programma quadro dell'UE “Horizon Europe” per il settennio 2021 - 2027, che dedica ampio spazio ai progetti di ricerca concernenti lo sviluppo di città resilienti al cambiamento climatico e i conseguenti eventi estremi. L'intervento degli Stati nazionali si dimostra, pertanto, decisivo sia in termini di legislazione - centrale e periferica - sia attraverso l’azione concreta della pubblica amministrazione la quale contribuisce, in modo significativo, allo sviluppo del tessuto economico e produttivo nazionale e ne orienta la direzione, tramite le procedure di appalti pubblici o con l’emanazione di bandi in attuazione della programmazione POR FESR .I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


