Negli anni Ottanta l'Albania comunista introdusse alcuni elementi di novità nella sua politica economica e, particolarmente, nelle sue relazioni commerciali. La fine dell’amicizia con Pechino, nel 1978, fu seguita da una svolta isolazionista che provocò un notevole peggioramento delle condizioni economiche del Paese. Data questa situazione, il Regime, non potendo rafforzare, oltre un certo limite, le relazioni con il Comecon, cercò di diversificare le sue relazioni commerciali, iniziando a stabilire intese bilaterali con Paesi neutrali e Potenze occidentali, alcune delle quali, come la Germania federale, fino ad allora ritenute ostili. Questa tendenza si rafforzò dopo la morte di Enver Hoxha, nel 1985, quando, pur non mettendo mai in discussione il suo dogmatismo ideologico, la leadership schipetara introdusse nella politica economica nazionale riforme finalizzate a rafforzare l’iniziativa individuale, e accettò maggiori aperture in campo economico internazionale. La Repubblica popolare socialista, anche in virtù di quanto previsto dalla sua Costituzione, rifiutò però d’essere inserita in programmi di finanziamento alla cooperazione internazionale e in piani di aiuto allo sviluppo. Anche se le sorti del Regime erano ormai segnate, anche in virtù dei drammatici cambiamenti che il sistema internazionale stava vivendo, una maggiore convinzione verso l’adozione di queste politiche avrebbe sicuramente migliorato le tragiche condizioni della popolazione albanese, evitandone quel disordinato esodo verso l’estero che caratterizzò la fine di una controversa ma interessante vicenda politica e socioeconomica iniziata nel 1944.
Da Pechino a Berlino. Le relazioni economiche dell'Albania comunista negli anni del bipolarismo imperiale sovietico-americano (1978-1989) / Stallone, Settimio. - (2025), pp. 97-121.
Da Pechino a Berlino. Le relazioni economiche dell'Albania comunista negli anni del bipolarismo imperiale sovietico-americano (1978-1989)
settimio stallone
2025
Abstract
Negli anni Ottanta l'Albania comunista introdusse alcuni elementi di novità nella sua politica economica e, particolarmente, nelle sue relazioni commerciali. La fine dell’amicizia con Pechino, nel 1978, fu seguita da una svolta isolazionista che provocò un notevole peggioramento delle condizioni economiche del Paese. Data questa situazione, il Regime, non potendo rafforzare, oltre un certo limite, le relazioni con il Comecon, cercò di diversificare le sue relazioni commerciali, iniziando a stabilire intese bilaterali con Paesi neutrali e Potenze occidentali, alcune delle quali, come la Germania federale, fino ad allora ritenute ostili. Questa tendenza si rafforzò dopo la morte di Enver Hoxha, nel 1985, quando, pur non mettendo mai in discussione il suo dogmatismo ideologico, la leadership schipetara introdusse nella politica economica nazionale riforme finalizzate a rafforzare l’iniziativa individuale, e accettò maggiori aperture in campo economico internazionale. La Repubblica popolare socialista, anche in virtù di quanto previsto dalla sua Costituzione, rifiutò però d’essere inserita in programmi di finanziamento alla cooperazione internazionale e in piani di aiuto allo sviluppo. Anche se le sorti del Regime erano ormai segnate, anche in virtù dei drammatici cambiamenti che il sistema internazionale stava vivendo, una maggiore convinzione verso l’adozione di queste politiche avrebbe sicuramente migliorato le tragiche condizioni della popolazione albanese, evitandone quel disordinato esodo verso l’estero che caratterizzò la fine di una controversa ma interessante vicenda politica e socioeconomica iniziata nel 1944.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Stallone.pdf
accesso aperto
Descrizione: Testo del Saggio
Tipologia:
Versione Editoriale (PDF)
Licenza:
Dominio pubblico
Dimensione
198.62 kB
Formato
Adobe PDF
|
198.62 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


