Questo contributo nasce a partire dall'intervento presentato nel corso del convegno: Cristiani, chiesa e corruzione nella storia (secoli XVI-XXI) tenutosi nell'aprile del 2019 presso la Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale sez. S. Luigi - Istituto di Storia per il Cristianesimo C. Naro. I rapporti tra la società civile e la Chiesa beneventana nel primo decennio del'900 furono incentrati sull'ingerenza nella "cosa pubblica"della Chiesa e dell'arcivescovo dell'epoca Mons. Benedetto Bonazzi (1092-1915). L'arcivescovo, nella duplice veste di abile uomo politico e di pastore di anime, fu principalmente un attivo protagonista della scena politica beneventana del primo decennio del '900, animandone il dibattito insieme al socialista Luigi Basile e al conservatore Nazareno Cosentini. Da un lato, fu un vescovo conservatore e, dall'altro, cautamente aperto al moderno, sempre attento ad affermare il primato della Chiesa. La personalità del vescovo, la propria formazione monastica e contemplativa, il tipo di pastorale, si scontrarono con la realtà locale in cui le condizioni sociali, economiche, politiche e antropologico-religiose erano ancorate a strutture magico-sensibili-feudali.
“L’adorazione del Nazzareno”: il sogno del clero beneventano (1905-1913) / Rossi, Mariagrazia. - (2021), pp. 121-128.
“L’adorazione del Nazzareno”: il sogno del clero beneventano (1905-1913)
Rossi Mariagrazia
2021
Abstract
Questo contributo nasce a partire dall'intervento presentato nel corso del convegno: Cristiani, chiesa e corruzione nella storia (secoli XVI-XXI) tenutosi nell'aprile del 2019 presso la Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale sez. S. Luigi - Istituto di Storia per il Cristianesimo C. Naro. I rapporti tra la società civile e la Chiesa beneventana nel primo decennio del'900 furono incentrati sull'ingerenza nella "cosa pubblica"della Chiesa e dell'arcivescovo dell'epoca Mons. Benedetto Bonazzi (1092-1915). L'arcivescovo, nella duplice veste di abile uomo politico e di pastore di anime, fu principalmente un attivo protagonista della scena politica beneventana del primo decennio del '900, animandone il dibattito insieme al socialista Luigi Basile e al conservatore Nazareno Cosentini. Da un lato, fu un vescovo conservatore e, dall'altro, cautamente aperto al moderno, sempre attento ad affermare il primato della Chiesa. La personalità del vescovo, la propria formazione monastica e contemplativa, il tipo di pastorale, si scontrarono con la realtà locale in cui le condizioni sociali, economiche, politiche e antropologico-religiose erano ancorate a strutture magico-sensibili-feudali.| File | Dimensione | Formato | |
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