Il presente contributo assume a oggetto di indagine gli srilankesi residenti a Napoli. Secondo i dati Istat, questo gruppo costituisce nel 2023 la comunità immigrata più numerosa nel capoluogo campano, con 14.627 presenze (il 26% sul totale della popolazione straniera in città). Poco studiata sia dal punto di vista sociolinguistico sia rispetto all’acquisizione dell’italiano L2, la comunità srilankese presenta alcune specificità di particolare interesse: è ben radicata sul territorio cittadino e concentrata in aree ben definite della città, possiede luoghi di incontro e scuole di comunità riconosciute anche in Sri Lanka (De Filippo & Strozza, 2015; Guadagno, 2022); sebbene si tratti di un gruppo che solitamente avverte l’esigenza di frequentare corsi di italiano L2, tuttavia non è raro riscontrare tra gli apprendenti srilankesi fenomeni di fossilizzazione dell’interlingua al livello basico (Garzonio & Gracci, 2006; Spina, 2013). Tali dati forniscono l’immagine di una comunità coesa, piuttosto chiusa e non sempre socialmente e linguisticamente integrata nel Paese ospite. Partendo da queste considerazioni, il presente contributo intende osservare e analizzare i repertori plurilingui di immigrati srilankesi di prima generazione, mediante un approccio che assume diverse prospettive: quella degli studi di sociolinguistica delle lingue ereditarie o heritage languages (da ora HL), e quella dell’apprendimento delle lingue seconde. Obiettivo dell’analisi consiste nel verificare (i) se e come gli usi delle HL (singalese, ma anche inglese e tamil) siano influenzati dalla conformazione delle reti sociali nel Paese d’arrivo; (ii) se e come il livello di competenza in italiano L2 sia correlato ad alcune caratteristiche sociolinguistiche dei parlanti, con particolare riferimento al loro orientamento etnico, definito e analizzato mediante un indice recentemente elaborato da Moro e Russo (in stampa) in uno studio sulla comunità filippina a Salerno. I dati, tuttora in fase di elicitazione, sono stati raccolti presso i corsi di italiano L2 offerti dall’associazione Scuola di Pace di Napoli e sono di diversa natura: informazioni ricavate dalla somministrazione di un’intervista sociolinguistica strutturata condotta in italiano; i ritratti e le autobiografie linguistiche orali degli apprendenti srilankesi; i dati sul livello di padronanza dell’italiano L2, elicitati attraverso il test di valutazione delle competenze in entrata dell’associazione. I risultati preliminari, riguardanti 25 apprendenti (13m/12f, età media 34 anni), sembrano confermare e arricchire quanto attestato in uno studio pilota (Maffia, 2021): un elevato uso dichiarato della HL nella prima generazione e il rafforzamento del ruolo della lingua singalese in contesto migratorio, come principale strumento di affermazione e conservazione dell’identità culturale comunitaria; il mancato raggiungimento di una buona padronanza della lingua seconda anche dopo lunghi soggiorni in Italia; l’orientamento etnico e la proiezione identitaria dei parlanti ancora in Sri Lanka piuttosto che a Napoli, dato che sembra correlato, almeno nelle prime generazioni, allo sviluppo di un italiano L2 “di sopravvivenza”, utile soprattutto e quasi esclusivamente nel contesto lavorativo e nei limitati contatti con i nativi italofoni. I risultati saranno discussi nel dettaglio, anche in relazione alle diverse variabili biografiche ed extralinguistiche dei soggetti coinvolti (sesso, età, tempo di permanenza in Italia). Riferimenti bibliografici De Filippo, Elena / Strozza, Salvatore. 2015. Gli immigrati in Campania negli anni della crisi economica. Condizioni di vita e di lavoro, progetti e possibilità di integrazione. Milano, FrancoAngeli. Grazonio, Jacopo / Gracci, Sandra. 2006. “Lessico esoti dei tamil d’Italia. Uno studio linguistico e sociolinguistico nella comunità di Bologna”. in Innàccaro, Gabriele / Banfi, Emanuele (a cura di), Lo spazio linguistico italiano e le lingue esotiche: rapporti e reciproci influssi. Atti del XXXIX Congresso internazionale di studi della Società di linguistica italiana (SLI), Milano, 22-24 settembre 2005. Roma, Bulzoni: 67-84. Guadagno, Eleonora (2022). “Territori in movimento. La comunità srilankese nella spazialità napoletana”, Bollettino della Società Geografica Italiana serie 14, 5(2): 95-108. Maffia, Marta (2021), “Apprendenti srilankesi di italiano L2 a Napoli: appunti per un profilo sociolinguistico”, Italiano LinguaDue 12(2): 123-136. Spina, Carmela. 2013. “L’italiano degli immigrati srilankesi”. In De Meo, Anna (a cura di), Professione Italiano. Lingua, cittadinanza, salute e tutela della persona per immigrati di Paesi Terzi. Università di Napoli L’Orientale, Il Torcoliere: 169-181
Prospettive incrociate nell’analisi dei repertori plurilingui: il caso degli immigrati srilankesi a Napoli / Di Salvo, Margherita; Cataldo, Violetta; Noschese, Maria Paola; Maffia, Marta. - (2024). ( VARIETÀ PARLATE, SEGNATE, SCRITTE: NUOVI PARADIGMI INTERPRETATIVI TRA SINCRONIA E DIACRONIA (SLI 2024) Università di Catania 19-21/09/2024).
Prospettive incrociate nell’analisi dei repertori plurilingui: il caso degli immigrati srilankesi a Napoli
Margherita Di Salvo
;Violetta Cataldo
;Maria Paola Noschese
;
2024
Abstract
Il presente contributo assume a oggetto di indagine gli srilankesi residenti a Napoli. Secondo i dati Istat, questo gruppo costituisce nel 2023 la comunità immigrata più numerosa nel capoluogo campano, con 14.627 presenze (il 26% sul totale della popolazione straniera in città). Poco studiata sia dal punto di vista sociolinguistico sia rispetto all’acquisizione dell’italiano L2, la comunità srilankese presenta alcune specificità di particolare interesse: è ben radicata sul territorio cittadino e concentrata in aree ben definite della città, possiede luoghi di incontro e scuole di comunità riconosciute anche in Sri Lanka (De Filippo & Strozza, 2015; Guadagno, 2022); sebbene si tratti di un gruppo che solitamente avverte l’esigenza di frequentare corsi di italiano L2, tuttavia non è raro riscontrare tra gli apprendenti srilankesi fenomeni di fossilizzazione dell’interlingua al livello basico (Garzonio & Gracci, 2006; Spina, 2013). Tali dati forniscono l’immagine di una comunità coesa, piuttosto chiusa e non sempre socialmente e linguisticamente integrata nel Paese ospite. Partendo da queste considerazioni, il presente contributo intende osservare e analizzare i repertori plurilingui di immigrati srilankesi di prima generazione, mediante un approccio che assume diverse prospettive: quella degli studi di sociolinguistica delle lingue ereditarie o heritage languages (da ora HL), e quella dell’apprendimento delle lingue seconde. Obiettivo dell’analisi consiste nel verificare (i) se e come gli usi delle HL (singalese, ma anche inglese e tamil) siano influenzati dalla conformazione delle reti sociali nel Paese d’arrivo; (ii) se e come il livello di competenza in italiano L2 sia correlato ad alcune caratteristiche sociolinguistiche dei parlanti, con particolare riferimento al loro orientamento etnico, definito e analizzato mediante un indice recentemente elaborato da Moro e Russo (in stampa) in uno studio sulla comunità filippina a Salerno. I dati, tuttora in fase di elicitazione, sono stati raccolti presso i corsi di italiano L2 offerti dall’associazione Scuola di Pace di Napoli e sono di diversa natura: informazioni ricavate dalla somministrazione di un’intervista sociolinguistica strutturata condotta in italiano; i ritratti e le autobiografie linguistiche orali degli apprendenti srilankesi; i dati sul livello di padronanza dell’italiano L2, elicitati attraverso il test di valutazione delle competenze in entrata dell’associazione. I risultati preliminari, riguardanti 25 apprendenti (13m/12f, età media 34 anni), sembrano confermare e arricchire quanto attestato in uno studio pilota (Maffia, 2021): un elevato uso dichiarato della HL nella prima generazione e il rafforzamento del ruolo della lingua singalese in contesto migratorio, come principale strumento di affermazione e conservazione dell’identità culturale comunitaria; il mancato raggiungimento di una buona padronanza della lingua seconda anche dopo lunghi soggiorni in Italia; l’orientamento etnico e la proiezione identitaria dei parlanti ancora in Sri Lanka piuttosto che a Napoli, dato che sembra correlato, almeno nelle prime generazioni, allo sviluppo di un italiano L2 “di sopravvivenza”, utile soprattutto e quasi esclusivamente nel contesto lavorativo e nei limitati contatti con i nativi italofoni. I risultati saranno discussi nel dettaglio, anche in relazione alle diverse variabili biografiche ed extralinguistiche dei soggetti coinvolti (sesso, età, tempo di permanenza in Italia). Riferimenti bibliografici De Filippo, Elena / Strozza, Salvatore. 2015. Gli immigrati in Campania negli anni della crisi economica. Condizioni di vita e di lavoro, progetti e possibilità di integrazione. Milano, FrancoAngeli. Grazonio, Jacopo / Gracci, Sandra. 2006. “Lessico esoti dei tamil d’Italia. Uno studio linguistico e sociolinguistico nella comunità di Bologna”. in Innàccaro, Gabriele / Banfi, Emanuele (a cura di), Lo spazio linguistico italiano e le lingue esotiche: rapporti e reciproci influssi. Atti del XXXIX Congresso internazionale di studi della Società di linguistica italiana (SLI), Milano, 22-24 settembre 2005. Roma, Bulzoni: 67-84. Guadagno, Eleonora (2022). “Territori in movimento. La comunità srilankese nella spazialità napoletana”, Bollettino della Società Geografica Italiana serie 14, 5(2): 95-108. Maffia, Marta (2021), “Apprendenti srilankesi di italiano L2 a Napoli: appunti per un profilo sociolinguistico”, Italiano LinguaDue 12(2): 123-136. Spina, Carmela. 2013. “L’italiano degli immigrati srilankesi”. In De Meo, Anna (a cura di), Professione Italiano. Lingua, cittadinanza, salute e tutela della persona per immigrati di Paesi Terzi. Università di Napoli L’Orientale, Il Torcoliere: 169-181I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


