La presenza nelle nostre società di persone con provenienze geografiche, e quindi culturali, diverse pone sfide cruciali per l’integrazione e l’inclusione nelle comunità di accoglienza. La prima sfida da superare e vincere è ovviamente quella dell’integrazione linguistica (Miglietta 2015: 463). Ma oltre al diaframma linguistico, può costituire un fattore di ostacolo all’inclusione, anche l’incontro con l’ordinamento giuridico del paese di accoglienza fatto di regole, di linguaggi, di istituzioni e di valori e principi che, spesso, non sono coincidenti con quelli del paese di partenza. A complicare ulteriormente il quadro ci sono i saperi culturali di ciascuna delle comunità che si insediano sui nostri territori che devono quindi fare i conti con vincoli e obblighi, che seppure non scritti si vanno a sommare a “quelli espliciti, imposti dalle leggi dei paesi d’accoglienza” (Ricca 2013: 13). Risulta dunque sempre più necessario, ai fini di una efficace politica di integrazione e inclusione di cittadini vecchi e nuovi, semplificare la comprensione di norme, procedure, concetti del nostro ordinamento giuridico a un numero crescente di persone con background migratorio. Al contempo, occorre tenere presente che le società del nostro tempo presuppongono la creazione di codificazioni miste e che queste ultime “includono con relativa facilità codici come il denaro, la verità scientifica, la salute, ma non altri codici, come il diritto positivo, la democrazia politica, l’educazione” (Baraldi 2003: 155-156). In questo quadro, le nuove tecnologie dell’informazione giocano un ruolo essenziale, offrendo la possibilità di configurazioni migrant-friendly delle applicazioni informatiche al servizio del mondo del diritto e in particolare di quelle che possono diffondere, in modo aperto e accessibile, il dato e quindi l’informazione giuridica. Tali tecnologie, oltre a produrre importanti innovazioni nell’ambito della fruizione dell’informazione giuridica, come gli standard e le metodologie di rappresentazione del dato normativo (URN, DTD) alla base del Portale Normattiva (Biagioli et al 2003, Bolioli et al 2002), producono un rilevante impatto sociale, favorendo l’accesso a informazioni chiave come quelle sui servizi pubblici essenziali (Blando 2019: 425). Il panel mette a confronto giuristi, linguisti ed esperti del trattamento dell’informazione giuridica che, partendo dalle proprie esperienze e dalle proprie attività di ricerca, si propongono di analizzare il ruolo delle tecnologie dell’informazione nella costruzione di nuovi modelli di inclusione, anche delle seconde generazioni.
Tavola rotonda: "Modelli per l’inclusione dei migranti: giuristi e linguisti a confronto" / Di Salvo, Margherita; Vitiello: Sonia Di Vito, Daniela; Romano, Francesco. - (2025). ( Migration Conference 2025 – IntoME Università della Tuscia 28-30/05/2025).
Tavola rotonda: "Modelli per l’inclusione dei migranti: giuristi e linguisti a confronto"
Margherita Di Salvo
;
2025
Abstract
La presenza nelle nostre società di persone con provenienze geografiche, e quindi culturali, diverse pone sfide cruciali per l’integrazione e l’inclusione nelle comunità di accoglienza. La prima sfida da superare e vincere è ovviamente quella dell’integrazione linguistica (Miglietta 2015: 463). Ma oltre al diaframma linguistico, può costituire un fattore di ostacolo all’inclusione, anche l’incontro con l’ordinamento giuridico del paese di accoglienza fatto di regole, di linguaggi, di istituzioni e di valori e principi che, spesso, non sono coincidenti con quelli del paese di partenza. A complicare ulteriormente il quadro ci sono i saperi culturali di ciascuna delle comunità che si insediano sui nostri territori che devono quindi fare i conti con vincoli e obblighi, che seppure non scritti si vanno a sommare a “quelli espliciti, imposti dalle leggi dei paesi d’accoglienza” (Ricca 2013: 13). Risulta dunque sempre più necessario, ai fini di una efficace politica di integrazione e inclusione di cittadini vecchi e nuovi, semplificare la comprensione di norme, procedure, concetti del nostro ordinamento giuridico a un numero crescente di persone con background migratorio. Al contempo, occorre tenere presente che le società del nostro tempo presuppongono la creazione di codificazioni miste e che queste ultime “includono con relativa facilità codici come il denaro, la verità scientifica, la salute, ma non altri codici, come il diritto positivo, la democrazia politica, l’educazione” (Baraldi 2003: 155-156). In questo quadro, le nuove tecnologie dell’informazione giocano un ruolo essenziale, offrendo la possibilità di configurazioni migrant-friendly delle applicazioni informatiche al servizio del mondo del diritto e in particolare di quelle che possono diffondere, in modo aperto e accessibile, il dato e quindi l’informazione giuridica. Tali tecnologie, oltre a produrre importanti innovazioni nell’ambito della fruizione dell’informazione giuridica, come gli standard e le metodologie di rappresentazione del dato normativo (URN, DTD) alla base del Portale Normattiva (Biagioli et al 2003, Bolioli et al 2002), producono un rilevante impatto sociale, favorendo l’accesso a informazioni chiave come quelle sui servizi pubblici essenziali (Blando 2019: 425). Il panel mette a confronto giuristi, linguisti ed esperti del trattamento dell’informazione giuridica che, partendo dalle proprie esperienze e dalle proprie attività di ricerca, si propongono di analizzare il ruolo delle tecnologie dell’informazione nella costruzione di nuovi modelli di inclusione, anche delle seconde generazioni.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


