La cattedrale di Monopoli è ritenuta il risultato unitario del più grande cantiere attivo nella Puglia del Settecento, cresciuto a discapito della struttura medievale voluta dal vescovo Romualdo nel 1117; gli studiosi coinvolti nella preparazione del volume hanno invece lavorato per dimostrare come la chiesa costituisca ancora un prezioso palinsesto degli interventi di epoche diverse. Sulle vestigia d’età romanica, a lora volta cresciute su evidenze archeologiche d’età messapica e romana visibili nel succorpo, s’innestò l’edificio tardo barocco al cui interno si conservano opere che coprono un arco temporale che va dal XII al XIX. Si dipana così un nutrito numero di manufatti – dalla venerata icona raffigurante la Vergine della Madia alle sculture di Stefano da Putignano, dalle realizzazioni di Giuseppe Sanmartino alle inconsuete tele di Pietro Bardellino – che attestano le eterogenee fasi di importazione dai maggiori centri artistici e di produzione locale. I linguaggi architettonici hanno diverse provenienze e registrano l’alternarsi di scambi fra Napoli e l’area salentina; la facciata, con citazioni berniniane e borrominiane e la quinta scenografica contribuiscono a identificare il polo religioso della città e, allo stesso tempo, renderlo uno degli spazi meglio riusciti fra le città pugliesi.
Le trasformazioni rinascimentali e la nuova fabbrica settecentesca / Brunetti, Oronzo. - (2025), pp. 165-202.
Le trasformazioni rinascimentali e la nuova fabbrica settecentesca
Oronzo Brunetti
2025
Abstract
La cattedrale di Monopoli è ritenuta il risultato unitario del più grande cantiere attivo nella Puglia del Settecento, cresciuto a discapito della struttura medievale voluta dal vescovo Romualdo nel 1117; gli studiosi coinvolti nella preparazione del volume hanno invece lavorato per dimostrare come la chiesa costituisca ancora un prezioso palinsesto degli interventi di epoche diverse. Sulle vestigia d’età romanica, a lora volta cresciute su evidenze archeologiche d’età messapica e romana visibili nel succorpo, s’innestò l’edificio tardo barocco al cui interno si conservano opere che coprono un arco temporale che va dal XII al XIX. Si dipana così un nutrito numero di manufatti – dalla venerata icona raffigurante la Vergine della Madia alle sculture di Stefano da Putignano, dalle realizzazioni di Giuseppe Sanmartino alle inconsuete tele di Pietro Bardellino – che attestano le eterogenee fasi di importazione dai maggiori centri artistici e di produzione locale. I linguaggi architettonici hanno diverse provenienze e registrano l’alternarsi di scambi fra Napoli e l’area salentina; la facciata, con citazioni berniniane e borrominiane e la quinta scenografica contribuiscono a identificare il polo religioso della città e, allo stesso tempo, renderlo uno degli spazi meglio riusciti fra le città pugliesi.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
2025Cattedrale di Monopoli.pdf
solo utenti autorizzati
Tipologia:
Versione Editoriale (PDF)
Licenza:
Accesso privato/ristretto
Dimensione
4.18 MB
Formato
Adobe PDF
|
4.18 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


