Il contributo in volume parte dalla constatazione dell’aumento della disuguaglianza e della povertà che è avvenuta a partire dagli anni Ottanta del Novecento, definiti da Tony Atkinson l’“Inequality Turn”, ovvero un momento cruciale di inversione del trend positivo che aveva caratterizzato i “Trenta gloriosi” successivi alla fine del secondo conflitto mondiale nei paesi con regimi di capitalismo democratico. Questa svolta è stata oggetto di numerosi studi di successo da parte di economisti che hanno oscurato contributi di diversa natura disciplinare come il notevole The killing fields of inequality del sociologo Göran Therborn. La tesi che si intende sostenere è che una maggiore considerazione degli aspetti sociologici e istituzionali delle disuguaglianze economiche può aiutare a problematizzare il discorso e a comprendere meglio perché la disuguaglianza di reddito e di ricchezza nell’attuale congiuntura storica è un’esperienza qualitativamente diversa non solo rispetto a quella che aveva caratterizzato l’età d’oro del capitalismo democratico con il suo modello di welfare, ma anche rispetto a quella dell’inizio dell’Ottocento alla quale viene così di frequente assimilata. Ci troviamo di fronte qui a uno scenario del tutto inedito, di non-identificazione, nel quale come cercherò di argomentare, scompaiono i legami sociali e le distanze tra le classi sociali non sono più soltanto insormontabili ma anche incommensurabili: non si dispone (più) di metriche o di criteri di grandezza per misurarle. In queste circostanze vengono a mancare vocabolari, serbatoi di definizioni e sistemi di classificazione cui attingere per riconoscere l’altro, e riconoscersi, e per alimentare il legame, in quanto legame tra diseguali (e ovviamente anche per contestarlo). Questo cambiamento epocale richiede non solo politiche redistributive, quali un ripensamento dell’imposta progressiva sul reddito o l’istituzione di un’imposta mondiale e progressiva sui capitali o una più efficace imposizione sulle plusvalenze combinata con l’aumento dei salari minimi, per realizzare un compromesso accettabile tra efficienza ed equità. Occorrono anche politiche di riconoscimento, di ricostruzione dei legami sociali sia a livello delle interazioni quotidiane, intese come spazi intermedi di elaborazione politica (Ash Amin e l’idea di convivium), sia al il livello più alto delle democrazie negoziali di cui parla Carlo Trigilia. Di questo sono avvertiti del resto anche economisti come Stiglitz e Milanovic. Nel capitolo si sostiene in conclusione che occorre una nuova teoria giuridica dell’eguaglianza, capace di integrare gli approcci dell’economia e delle scienze politiche e sociali laddove esse si arrestano proprio quando il discorso si fa più interessante sul piano istituzionale. Questa è una necessità sempre più stringente la quale muove a itinerari di ricerca fortemente connotati in senso interdisciplinare, all’interno dell’universo delle scienze giuridiche e nel rapporto con discipline a tale universo esterne.

Povertà, disuguaglianza e crisi del legame sociale. Superare il paradigma economicistico / Morlicchio, Enrica. - (2025), pp. 3-15.

Povertà, disuguaglianza e crisi del legame sociale. Superare il paradigma economicistico

Enrica Morlicchio
Primo
2025

Abstract

Il contributo in volume parte dalla constatazione dell’aumento della disuguaglianza e della povertà che è avvenuta a partire dagli anni Ottanta del Novecento, definiti da Tony Atkinson l’“Inequality Turn”, ovvero un momento cruciale di inversione del trend positivo che aveva caratterizzato i “Trenta gloriosi” successivi alla fine del secondo conflitto mondiale nei paesi con regimi di capitalismo democratico. Questa svolta è stata oggetto di numerosi studi di successo da parte di economisti che hanno oscurato contributi di diversa natura disciplinare come il notevole The killing fields of inequality del sociologo Göran Therborn. La tesi che si intende sostenere è che una maggiore considerazione degli aspetti sociologici e istituzionali delle disuguaglianze economiche può aiutare a problematizzare il discorso e a comprendere meglio perché la disuguaglianza di reddito e di ricchezza nell’attuale congiuntura storica è un’esperienza qualitativamente diversa non solo rispetto a quella che aveva caratterizzato l’età d’oro del capitalismo democratico con il suo modello di welfare, ma anche rispetto a quella dell’inizio dell’Ottocento alla quale viene così di frequente assimilata. Ci troviamo di fronte qui a uno scenario del tutto inedito, di non-identificazione, nel quale come cercherò di argomentare, scompaiono i legami sociali e le distanze tra le classi sociali non sono più soltanto insormontabili ma anche incommensurabili: non si dispone (più) di metriche o di criteri di grandezza per misurarle. In queste circostanze vengono a mancare vocabolari, serbatoi di definizioni e sistemi di classificazione cui attingere per riconoscere l’altro, e riconoscersi, e per alimentare il legame, in quanto legame tra diseguali (e ovviamente anche per contestarlo). Questo cambiamento epocale richiede non solo politiche redistributive, quali un ripensamento dell’imposta progressiva sul reddito o l’istituzione di un’imposta mondiale e progressiva sui capitali o una più efficace imposizione sulle plusvalenze combinata con l’aumento dei salari minimi, per realizzare un compromesso accettabile tra efficienza ed equità. Occorrono anche politiche di riconoscimento, di ricostruzione dei legami sociali sia a livello delle interazioni quotidiane, intese come spazi intermedi di elaborazione politica (Ash Amin e l’idea di convivium), sia al il livello più alto delle democrazie negoziali di cui parla Carlo Trigilia. Di questo sono avvertiti del resto anche economisti come Stiglitz e Milanovic. Nel capitolo si sostiene in conclusione che occorre una nuova teoria giuridica dell’eguaglianza, capace di integrare gli approcci dell’economia e delle scienze politiche e sociali laddove esse si arrestano proprio quando il discorso si fa più interessante sul piano istituzionale. Questa è una necessità sempre più stringente la quale muove a itinerari di ricerca fortemente connotati in senso interdisciplinare, all’interno dell’universo delle scienze giuridiche e nel rapporto con discipline a tale universo esterne.
2025
979-12-235-0280-8
Povertà, disuguaglianza e crisi del legame sociale. Superare il paradigma economicistico / Morlicchio, Enrica. - (2025), pp. 3-15.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/1004074
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