Il saggio Una linea sottile tra museografia e restauro. Franco Minissi a Palazzo Ferretti, approfondisce l'opera e il pensiero di Franco Minissi nell'ambito del restauro e dell’allestimento museografico del Museo Archeologico Nazionale delle Marche, ospitato in Palazzo Ferretti ad Ancona. Si analizzano due momenti fondamentali dell’intervento minissiano: il primo negli anni '50, all’indomani della Seconda guerra mondiale, e il secondo tra gli anni '80 e '90, in risposta ai danni del terremoto del 1972. L’indagine mette in luce l’evoluzione del linguaggio progettuale dell’architetto viterbese, sottolineandone la coerenza metodologica nel coniugare conservazione critica e museografia innovativa. La ricerca evidenzia l’approccio “attivo” al restauro, la ricerca di flessibilità espositiva, l’uso consapevole della trasparenza e della tecnologia, e l'autonomia formale degli allestimenti rispetto all’architettura storica. Inoltre, viene ricostruita la controversa vicenda espositiva dei Bronzi dorati da Cartoceto, emblematici delle tensioni tra esigenze conservative e territoriali. Il saggio contribuisce così alla rivalutazione dell’opera di Minissi e alla riflessione sul rapporto tra contenitore monumentale e funzione museale.
Una linea sottile tra museografia e restauro. Franco Minissi a Palazzo Ferretti / Cappelli, Luigi. - (2024), pp. 113-130.
Una linea sottile tra museografia e restauro. Franco Minissi a Palazzo Ferretti
Luigi Cappelli
2024
Abstract
Il saggio Una linea sottile tra museografia e restauro. Franco Minissi a Palazzo Ferretti, approfondisce l'opera e il pensiero di Franco Minissi nell'ambito del restauro e dell’allestimento museografico del Museo Archeologico Nazionale delle Marche, ospitato in Palazzo Ferretti ad Ancona. Si analizzano due momenti fondamentali dell’intervento minissiano: il primo negli anni '50, all’indomani della Seconda guerra mondiale, e il secondo tra gli anni '80 e '90, in risposta ai danni del terremoto del 1972. L’indagine mette in luce l’evoluzione del linguaggio progettuale dell’architetto viterbese, sottolineandone la coerenza metodologica nel coniugare conservazione critica e museografia innovativa. La ricerca evidenzia l’approccio “attivo” al restauro, la ricerca di flessibilità espositiva, l’uso consapevole della trasparenza e della tecnologia, e l'autonomia formale degli allestimenti rispetto all’architettura storica. Inoltre, viene ricostruita la controversa vicenda espositiva dei Bronzi dorati da Cartoceto, emblematici delle tensioni tra esigenze conservative e territoriali. Il saggio contribuisce così alla rivalutazione dell’opera di Minissi e alla riflessione sul rapporto tra contenitore monumentale e funzione museale.| File | Dimensione | Formato | |
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