Secondo la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del1948 il diritto all’istruzione è un diritto umano fondamentale e strategico per promuovere “il pieno sviluppo della personalità umana” ed “il mantenimento della pace”. Eppure nei periodi di crisi l’istruzione è il primo servizio a essere sospeso e l’ultimo a essere ripristinato, come è accaduto anche durante la pandemia da COVID-19: nel 2020 UNICEF2 e UNESCO3 hanno parlato di una “emergenza educativa globale” collegata alla disparità di accesso alle risorse tecnologiche necessarie per la didattica a distanza e all’aumento esponenziale di dispersione scolastica nelle aree più povere del globo e nelle periferie delle metropoli dei Paesi più ricchi: dispersione esplicita (mancanza di frequenza e abbandono prima del conseguimento del titolo) e implicita (frequenza scolastica e raggiungimento del titolo ma con scarsi risultati in termini di apprendimento di competenze utili alla cittadinanza attiva). È ormai chiaro che troppi sistemi educativi sono formalmente inclusivi ma sostanzialmente espulsici, allineati con il sistema sociale di cui replicano le diseguaglianze, anche se la responsabilità del fallimento viene spesso attribuita agli studenti e alle loro famiglie. L’impresa realizzata in Italia dai Maestri di Strada è una delle tante che è possibile trovare in varie parti del mondo e che rappresentano la “resistenza dell’umano” di fronte ai processi di selezione, standardizzazione e desoggettivazione della scuola ipermoderna.
Il diritto all’istruzione e lo scandalo della dispersione scolastica / Parrello, Santa. - 4:(2025), pp. 332-337.
Il diritto all’istruzione e lo scandalo della dispersione scolastica
Santa Parrello
2025
Abstract
Secondo la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del1948 il diritto all’istruzione è un diritto umano fondamentale e strategico per promuovere “il pieno sviluppo della personalità umana” ed “il mantenimento della pace”. Eppure nei periodi di crisi l’istruzione è il primo servizio a essere sospeso e l’ultimo a essere ripristinato, come è accaduto anche durante la pandemia da COVID-19: nel 2020 UNICEF2 e UNESCO3 hanno parlato di una “emergenza educativa globale” collegata alla disparità di accesso alle risorse tecnologiche necessarie per la didattica a distanza e all’aumento esponenziale di dispersione scolastica nelle aree più povere del globo e nelle periferie delle metropoli dei Paesi più ricchi: dispersione esplicita (mancanza di frequenza e abbandono prima del conseguimento del titolo) e implicita (frequenza scolastica e raggiungimento del titolo ma con scarsi risultati in termini di apprendimento di competenze utili alla cittadinanza attiva). È ormai chiaro che troppi sistemi educativi sono formalmente inclusivi ma sostanzialmente espulsici, allineati con il sistema sociale di cui replicano le diseguaglianze, anche se la responsabilità del fallimento viene spesso attribuita agli studenti e alle loro famiglie. L’impresa realizzata in Italia dai Maestri di Strada è una delle tante che è possibile trovare in varie parti del mondo e che rappresentano la “resistenza dell’umano” di fronte ai processi di selezione, standardizzazione e desoggettivazione della scuola ipermoderna.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


