In occasione della progettazione di teatri enell’arco dell’intero itinerario professionale di Luigi Cosenza, progetti ed opere hanno interrogato l’utente finale, i suoi sogni e suoi bisogni, con l’obiettivo di produrre spazi umanamente abitabili. I luoghi di transizione, situati tra spazi di diversa natura, e assimilati a “pause” o spazi sosta, deputati a lasciare affiorare consapevolezze, hanno ricoperto spesso un ruolo fondativo nell’elaborazione dei progetti, legittimando la perpetua ricerca di un equilibrio tra socialità e intimità. Questa inclinazione culturale verso la comprensione e quindi il soddisfacimento delle ambizioni umane non ha mai costituito alibi per approfondimenti di natura tecnica e costruttiva, piuttosto ha allargato ed orientato l’ambito delle competenze disciplinari. L’attività progettuale ha discusso continuativamente il “tema di architettura” , escludendo qualsivoglia ricorso a leggi universali, per interpretare in maniera appropriata esigenze e contesti, rielaborare creativamente tradizioni abitative, orchestrare le innovazioni tecniche a servizio delle umane aspirazioni, gestire il rapporto tra spazio interno ed ambiente esterno. Il contributo sviluppa questa ipotesi critica a partire dall'analisi del progetto per l'auditorium di Roma elaborato da Luigi Cosenza nel 1935.
“Quale sarà questo pubblico?” L’Auditorium per Roma e i teatri di Luigi Cosenza / Galante, P.. - (2025), pp. 57-62.
“Quale sarà questo pubblico?” L’Auditorium per Roma e i teatri di Luigi Cosenza
p. Galante
2025
Abstract
In occasione della progettazione di teatri enell’arco dell’intero itinerario professionale di Luigi Cosenza, progetti ed opere hanno interrogato l’utente finale, i suoi sogni e suoi bisogni, con l’obiettivo di produrre spazi umanamente abitabili. I luoghi di transizione, situati tra spazi di diversa natura, e assimilati a “pause” o spazi sosta, deputati a lasciare affiorare consapevolezze, hanno ricoperto spesso un ruolo fondativo nell’elaborazione dei progetti, legittimando la perpetua ricerca di un equilibrio tra socialità e intimità. Questa inclinazione culturale verso la comprensione e quindi il soddisfacimento delle ambizioni umane non ha mai costituito alibi per approfondimenti di natura tecnica e costruttiva, piuttosto ha allargato ed orientato l’ambito delle competenze disciplinari. L’attività progettuale ha discusso continuativamente il “tema di architettura” , escludendo qualsivoglia ricorso a leggi universali, per interpretare in maniera appropriata esigenze e contesti, rielaborare creativamente tradizioni abitative, orchestrare le innovazioni tecniche a servizio delle umane aspirazioni, gestire il rapporto tra spazio interno ed ambiente esterno. Il contributo sviluppa questa ipotesi critica a partire dall'analisi del progetto per l'auditorium di Roma elaborato da Luigi Cosenza nel 1935.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


