: La conquista di Otranto da parte dei Turchi con la conseguente controffensiva aragonese tra 1480 e 1481 assurse quasi a simbolo della contrapposizione della cristianità all’espansione islamica verso occidente. Dopo una sintesi critica degli eventi ed una breve presentazione dell’opera storica di Giovanni Albino Lucano, l’ultima grande prova della storiografia umanistica di stampo “monarchico” della Napoli aragonese, e, in particolare, del suo De bello Hydruntino Alfonsi II Aragonei Ducis Calabriae, che rappresenta una tra le più antiche ed accreditate fonti a nostra disposizione sull’evento, il saggio si sofferma a riflettere su come lo storico umanista cerchi di interpretare lo scacchiere della politica internazionale dell’epoca. Egli non viene meno ad un intento propagandistico nei confronti della corona aragonese ed in particolare del suo pupillo Alfonso, Duca di Calabria, di cui è esaltata la virtù della prudenza e lo slancio eroico sullo sfondo dei più biechi interessi difesi dalle altre forze in gioco. Il saggio lascia emergere, dunque, come l’Albino si inserisca di pieno diritto nella ininterrotta tradizione di adesione intellettuale alle linee propagandistiche di una dinastia che ha segnato la storia del Mediterraneo. The conquest of Otranto by the Turks with the consequent Aragonese counteroffensive between 1480 and 1481 almost became a symbol of the opposition of Christianity to Islamic expansion towards the West. After a critical synthesis of the events and a brief presentation of the historical work of Giovanni Albino Lucano, the last great proof of the “monarchical” humanistic historiography of Aragonese Naples, and, in particular, of his De bello Hydruntino Alfonsi II Aragonei Ducis Calabriae, which represents one of the oldest and most accredited sources available to us on the event, the essay pauses to reflect on how the humanist historian tries to interpret the international political scene of the time. He does not fail to have a propagandistic intent towards the Aragonese crown and in particular his pupil Alfonso, the Duke of Calabria, whose virtue of prudence and heroic impetus is exalted against the background of the most sinister interests defended by the other forces at play. The essay therefore highlights how Albino fits rightfully into the uninterrupted tradition of intellectual adherence to the propagandistic lines of a dynasty that marked the history of the Mediterranean.
La guerra d’Otranto e gli equilibri politici mediterranei nella scrittura storica di Giovanni Albino Lucano / Germano, Giuseppe. - In: CESURA. - ISSN 2974-637X. - 4:1(2025), pp. 197-223.
La guerra d’Otranto e gli equilibri politici mediterranei nella scrittura storica di Giovanni Albino Lucano
Germano Giuseppe
2025
Abstract
: La conquista di Otranto da parte dei Turchi con la conseguente controffensiva aragonese tra 1480 e 1481 assurse quasi a simbolo della contrapposizione della cristianità all’espansione islamica verso occidente. Dopo una sintesi critica degli eventi ed una breve presentazione dell’opera storica di Giovanni Albino Lucano, l’ultima grande prova della storiografia umanistica di stampo “monarchico” della Napoli aragonese, e, in particolare, del suo De bello Hydruntino Alfonsi II Aragonei Ducis Calabriae, che rappresenta una tra le più antiche ed accreditate fonti a nostra disposizione sull’evento, il saggio si sofferma a riflettere su come lo storico umanista cerchi di interpretare lo scacchiere della politica internazionale dell’epoca. Egli non viene meno ad un intento propagandistico nei confronti della corona aragonese ed in particolare del suo pupillo Alfonso, Duca di Calabria, di cui è esaltata la virtù della prudenza e lo slancio eroico sullo sfondo dei più biechi interessi difesi dalle altre forze in gioco. Il saggio lascia emergere, dunque, come l’Albino si inserisca di pieno diritto nella ininterrotta tradizione di adesione intellettuale alle linee propagandistiche di una dinastia che ha segnato la storia del Mediterraneo. The conquest of Otranto by the Turks with the consequent Aragonese counteroffensive between 1480 and 1481 almost became a symbol of the opposition of Christianity to Islamic expansion towards the West. After a critical synthesis of the events and a brief presentation of the historical work of Giovanni Albino Lucano, the last great proof of the “monarchical” humanistic historiography of Aragonese Naples, and, in particular, of his De bello Hydruntino Alfonsi II Aragonei Ducis Calabriae, which represents one of the oldest and most accredited sources available to us on the event, the essay pauses to reflect on how the humanist historian tries to interpret the international political scene of the time. He does not fail to have a propagandistic intent towards the Aragonese crown and in particular his pupil Alfonso, the Duke of Calabria, whose virtue of prudence and heroic impetus is exalted against the background of the most sinister interests defended by the other forces at play. The essay therefore highlights how Albino fits rightfully into the uninterrupted tradition of intellectual adherence to the propagandistic lines of a dynasty that marked the history of the Mediterranean.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


