Località nota sin dall’antichità per le proprietà terapeutiche delle sue acque, ma nei fatti veramente rinomata e largamente frequentata solo dalla seconda metà dell’Ottocento, sino agli anni Trenta del secolo successivo, anche in relazione alla prossimità con Roma, dopo avere attraversato una fase di oblio durante il Secondo conflitto, Fiuggi assurge nuovamente a grande fama negli anni Sessanta del Novecento. Così, l’avvocato Francesco De Simone Niquesa e l’Ente da lui costituito assegnano al noto architetto romano Luigi Moretti (1906-1973) l’incarico di concepire un nuovo stabilimento per la cura delle acque presso le fonti Bonifacio VIII. Il contributo analizza, dunque, uno dei più noti e apprezzati progetti di Luigi Moretti, il cui disegno è sostanziato, come sempre, «di segreto senso della storia» (Agnoldomenico Pica), soffermandosi in particolare su come l’opera rappresenti una magistrale applicazione di quella fondamentale e peculiare riflessione sul rapporto artificio-natura che contraddistingue in modo costante il fare progettuale dell’architetto, tanto alla scala architettonica quanto a quella urbanistica.
Artificio e natura: il paesaggio del complesso termale delle fonti Bonifacio VIII (1963-69) / Belli, Gemma. - In: STORIA DELL'URBANISTICA. - ISSN 2035-8733. - speciale 3(2024), pp. 98-111. [10.17401/su.s3.gb09]
Artificio e natura: il paesaggio del complesso termale delle fonti Bonifacio VIII (1963-69)
Gemma Belli
2024
Abstract
Località nota sin dall’antichità per le proprietà terapeutiche delle sue acque, ma nei fatti veramente rinomata e largamente frequentata solo dalla seconda metà dell’Ottocento, sino agli anni Trenta del secolo successivo, anche in relazione alla prossimità con Roma, dopo avere attraversato una fase di oblio durante il Secondo conflitto, Fiuggi assurge nuovamente a grande fama negli anni Sessanta del Novecento. Così, l’avvocato Francesco De Simone Niquesa e l’Ente da lui costituito assegnano al noto architetto romano Luigi Moretti (1906-1973) l’incarico di concepire un nuovo stabilimento per la cura delle acque presso le fonti Bonifacio VIII. Il contributo analizza, dunque, uno dei più noti e apprezzati progetti di Luigi Moretti, il cui disegno è sostanziato, come sempre, «di segreto senso della storia» (Agnoldomenico Pica), soffermandosi in particolare su come l’opera rappresenti una magistrale applicazione di quella fondamentale e peculiare riflessione sul rapporto artificio-natura che contraddistingue in modo costante il fare progettuale dell’architetto, tanto alla scala architettonica quanto a quella urbanistica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


