Fin dall’inizio ufficiale degli scavi del 1748, l’antica città di Pompei è diventata rapidamente un laboratorio di sperimentazione di numerose tecniche di rappresentazione, in grado di riprodurre le scoperte in maniera sempre più accurata attraverso disegni, dipinti, panorami, fotografie, stereoscopie e riprese da palloni aerostatici. Tra l’Ottocento e i primi anni del Novecento, anche un dispositivo come la lanterna magica partecipa alla diffusione di queste immagini, che superano così i confini italiani viaggiando massicciamente nel vecchio e nel nuovo continente: non si contano le conferenze che ricorrevano alla proiezione di slide (dipinte o fotografate) che arrivavano a proporre perfino un restauro virtuale delle rovine. Stando ai resoconti di queste performance, durante le proiezioni luminose non ci si limitava soltanto a un esame erudito dei ritrovamenti archeologici, ma si proponeva un’esperienza adatta a un pubblico in cerca di forti emozioni, facendo ricorso a una forma di narrazione non dissimile da quella cinematografica: molteplici riferimenti al best seller di Edward Bulwer-Lytton Gli ultimi giorni di Pompei, citazioni di opere d’arte dedicate alla città, una successione di vedute culminanti con l’eruzione del Vesuvio contribuivano a evocare un universo diegetico. Esplorando fonti come articoli di quotidiani e cataloghi per lanterne e dispositivi ottici, l’obiettivo del saggio è da un lato di comprendere i modi in cui gli show realizzati potevano trascinare il pubblico in un innovativo tour virtuale della città vesuviana, e dall’altro di provare ad arricchire il bagaglio di riferimenti dei primi adattamenti cinematografici del melodramma di Bulwer-Lytton.
Pompei resuscitata: viaggio di un topos narrativo tra lanterne magiche e kolossal storici / Gaudiosi, Massimiliano. - In: IMMAGINE. - ISSN 1128-7101. - 27(2023), pp. 87-111.
Pompei resuscitata: viaggio di un topos narrativo tra lanterne magiche e kolossal storici
Massimiliano Gaudiosi
2023
Abstract
Fin dall’inizio ufficiale degli scavi del 1748, l’antica città di Pompei è diventata rapidamente un laboratorio di sperimentazione di numerose tecniche di rappresentazione, in grado di riprodurre le scoperte in maniera sempre più accurata attraverso disegni, dipinti, panorami, fotografie, stereoscopie e riprese da palloni aerostatici. Tra l’Ottocento e i primi anni del Novecento, anche un dispositivo come la lanterna magica partecipa alla diffusione di queste immagini, che superano così i confini italiani viaggiando massicciamente nel vecchio e nel nuovo continente: non si contano le conferenze che ricorrevano alla proiezione di slide (dipinte o fotografate) che arrivavano a proporre perfino un restauro virtuale delle rovine. Stando ai resoconti di queste performance, durante le proiezioni luminose non ci si limitava soltanto a un esame erudito dei ritrovamenti archeologici, ma si proponeva un’esperienza adatta a un pubblico in cerca di forti emozioni, facendo ricorso a una forma di narrazione non dissimile da quella cinematografica: molteplici riferimenti al best seller di Edward Bulwer-Lytton Gli ultimi giorni di Pompei, citazioni di opere d’arte dedicate alla città, una successione di vedute culminanti con l’eruzione del Vesuvio contribuivano a evocare un universo diegetico. Esplorando fonti come articoli di quotidiani e cataloghi per lanterne e dispositivi ottici, l’obiettivo del saggio è da un lato di comprendere i modi in cui gli show realizzati potevano trascinare il pubblico in un innovativo tour virtuale della città vesuviana, e dall’altro di provare ad arricchire il bagaglio di riferimenti dei primi adattamenti cinematografici del melodramma di Bulwer-Lytton.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Estratto - Immagine 27.pdf
accesso aperto
Tipologia:
Versione Editoriale (PDF)
Licenza:
Non specificato
Dimensione
2.58 MB
Formato
Adobe PDF
|
2.58 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


