La comunicazione telematica ha assunto un ruolo sempre più centrale nelle relazioni personali divenendo lo strumento per intraprendere e mantenere anche relazioni sessuali. Alla dimensione fisiologica del sesso telematico (cd. sexting) si affianca quella eventualmente patologica che viene in rilievo quando il mezzo digitale diventa veicolo di abusi, mettendo in tensione la disciplina penalistica a tutela della sfera sessuale della persona. Il lavoro, da un lato, evidenza l’obsolescenza di un codice penale che mal si adatta al progressivo scolorare della dicotomia virtuale-reale nel mondo contemporaneo, nonché alla immaterialità del cd. sexting coercitivo e, dall’altro, sollecita una riflessione sul ruolo della cultura formativa nella tutela preventiva della libertà sessuale. In particolare, muovendo dall’analisi delle dinamiche sottese alle condotte offensive della sfera sessuale della persona commesse a mezzo internet, che rivela come esse siano espressive di un mancato allineamento del progresso culturale a quello tecnologico, si vuole mettere in luce l’importanza dell’apertura di uno spazio nel dibattito giuridico sull’incidenza della costruzione dell’identità personale operata sul sesso e dei ruoli sociali costruiti sull’identità di genere nelle aggressioni sessuali, nonché sulla potenzialità di una appropriata e tempestiva educazione alla sessualità nel consolidare quella cultura del rispetto dell’habeas corpus che rappresenta la forma di tutela preventiva dei beni giuridici tutelati dai reati sessualmente connotati più valida ed efficiente.
I reati contro la sfera sessuale della persona al tempo di Internet, tra criticità tradizionali ed esigenze di prevenzione / Beguinot, Giulia. - In: RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO E PROCEDURA PENALE. - ISSN 0557-1391. - LXVI:3(2023), pp. 1001-1046.
I reati contro la sfera sessuale della persona al tempo di Internet, tra criticità tradizionali ed esigenze di prevenzione
Beguinot, Giulia
2023
Abstract
La comunicazione telematica ha assunto un ruolo sempre più centrale nelle relazioni personali divenendo lo strumento per intraprendere e mantenere anche relazioni sessuali. Alla dimensione fisiologica del sesso telematico (cd. sexting) si affianca quella eventualmente patologica che viene in rilievo quando il mezzo digitale diventa veicolo di abusi, mettendo in tensione la disciplina penalistica a tutela della sfera sessuale della persona. Il lavoro, da un lato, evidenza l’obsolescenza di un codice penale che mal si adatta al progressivo scolorare della dicotomia virtuale-reale nel mondo contemporaneo, nonché alla immaterialità del cd. sexting coercitivo e, dall’altro, sollecita una riflessione sul ruolo della cultura formativa nella tutela preventiva della libertà sessuale. In particolare, muovendo dall’analisi delle dinamiche sottese alle condotte offensive della sfera sessuale della persona commesse a mezzo internet, che rivela come esse siano espressive di un mancato allineamento del progresso culturale a quello tecnologico, si vuole mettere in luce l’importanza dell’apertura di uno spazio nel dibattito giuridico sull’incidenza della costruzione dell’identità personale operata sul sesso e dei ruoli sociali costruiti sull’identità di genere nelle aggressioni sessuali, nonché sulla potenzialità di una appropriata e tempestiva educazione alla sessualità nel consolidare quella cultura del rispetto dell’habeas corpus che rappresenta la forma di tutela preventiva dei beni giuridici tutelati dai reati sessualmente connotati più valida ed efficiente.| File | Dimensione | Formato | |
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