Il tesoro è custodito presso il Medagliere del Museo Archeologico Nazionale di Napoli ed è inedito. Costituito interamente da monete romane d'argento, all’origine deposte in un “cassettino” di legno, esso si dispiega su un arco cronologico molto esteso, dalle prime emissioni dei denari repubblicani fino a quelle iniziali del regno di Vespasiano. Una tale composizione è tanto più notevole perché giunta a noi in buona conservazione. Altre specificità denotano la cura del proprietario nel costituire una riserva del migliore argento in circolo. L’eccezionalità di questo ritrovamento si segnala anche sotto il profilo della storia archeologica ed antiquaria. La scoperta si lega infatti alle grandi campagne di scavo dirette da Amedeo Maiuri a Ercolano e alle celebrazioni per il secondo centenario della scoperta della città (1738-1938). Il dato è rilevante perché non sono molti i rinvenimenti monetali registrati nel fluire frenetico degli scavi di quel fatidico anno 1938. Inoltre, le modalità di scavo praticate fino alle prime intensive esplorazioni del XX secolo mediante asportazione di grossi blocchi di conglomerato lavico hanno causato, come noto, la perdita di molti riferimenti archeologici. In una situazione di conoscenze così lacunosa, questo tesoro costituisce, ad oggi, il contesto chiuso più cospicuo e integralmente conservato, esclusivamente in argento, proveniente da questo territorio. Mai esposto al pubblico, e quasi certamente mai restaurato, esso è anche oggetto di un programma specifico di studio delle superfici metalliche, nell’ambito di un più vasto progetto interdisciplinare di analisi archeometriche sul piombo e sull’argento di età romana, in via di definizione.

Un tesoro monetale di età flavia dal cardo IV di Ercolano (1938) / Spagnoli, Emanuela. - (In corso di stampa).

Un tesoro monetale di età flavia dal cardo IV di Ercolano (1938)

Emanuela Spagnoli
In corso di stampa

Abstract

Il tesoro è custodito presso il Medagliere del Museo Archeologico Nazionale di Napoli ed è inedito. Costituito interamente da monete romane d'argento, all’origine deposte in un “cassettino” di legno, esso si dispiega su un arco cronologico molto esteso, dalle prime emissioni dei denari repubblicani fino a quelle iniziali del regno di Vespasiano. Una tale composizione è tanto più notevole perché giunta a noi in buona conservazione. Altre specificità denotano la cura del proprietario nel costituire una riserva del migliore argento in circolo. L’eccezionalità di questo ritrovamento si segnala anche sotto il profilo della storia archeologica ed antiquaria. La scoperta si lega infatti alle grandi campagne di scavo dirette da Amedeo Maiuri a Ercolano e alle celebrazioni per il secondo centenario della scoperta della città (1738-1938). Il dato è rilevante perché non sono molti i rinvenimenti monetali registrati nel fluire frenetico degli scavi di quel fatidico anno 1938. Inoltre, le modalità di scavo praticate fino alle prime intensive esplorazioni del XX secolo mediante asportazione di grossi blocchi di conglomerato lavico hanno causato, come noto, la perdita di molti riferimenti archeologici. In una situazione di conoscenze così lacunosa, questo tesoro costituisce, ad oggi, il contesto chiuso più cospicuo e integralmente conservato, esclusivamente in argento, proveniente da questo territorio. Mai esposto al pubblico, e quasi certamente mai restaurato, esso è anche oggetto di un programma specifico di studio delle superfici metalliche, nell’ambito di un più vasto progetto interdisciplinare di analisi archeometriche sul piombo e sull’argento di età romana, in via di definizione.
In corso di stampa
Un tesoro monetale di età flavia dal cardo IV di Ercolano (1938) / Spagnoli, Emanuela. - (In corso di stampa).
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