Il contributo investiga la possibilità dell’immaginario di configurarsi quale strumento ed obiettivo del progetto urbano in ambiti paesaggistici “fragili”. L’ipotesi, legata ad una revisione del concetto di “immaginario”, che si radica nel carattere eterogeneo e stratificato dei paesaggi contemporanei, è indagata attraverso il caso studio dell’area vesuviana, selezionato perché rappresentativo di molteplici realtà urbane diffuse nel territorio europeo, ed in particolare lungo le coste del meridione d’Italia. Convergono in quest’area le morfologie distintive dei caratteri naturalistici; elementi storico-archeologici di pregio; sistemi insediativi rispondenti a logiche diverse, talvolta oppositive; una fitta rete di infrastrutture per la mobilità; rovine di un recente passato industriale; lacerti di tessuto agricolo; mall di grandi dimensioni. Lungo tre direttrici strategiche – la linea porticese, il “decumano marino” di Pompei, la rotta stabiese – si studiano le opportunità di trasformazione offerte da superfici residuali e volumi disponibili, alla luce di “visioni di memoria” in grado di rinnovare legami di appartenenza tra sito e comunità: sequenze di progetti puntuali ed autonomi orientati da immaginari classici e contemporanei costruiscono nuovi itinerari semantici.
Per punti. Itinerari di ricostruzione dell’immaginario nell’area vesuviana / Galante, Paola; Scarcella, Alessia; Somma, Marco; De Gregorio, Mafalda. - In: BDC. - ISSN 2284-4732. - 1:(2024), pp. 171-190.
Per punti. Itinerari di ricostruzione dell’immaginario nell’area vesuviana
Galante Paola
;Scarcella Alessia;
2024
Abstract
Il contributo investiga la possibilità dell’immaginario di configurarsi quale strumento ed obiettivo del progetto urbano in ambiti paesaggistici “fragili”. L’ipotesi, legata ad una revisione del concetto di “immaginario”, che si radica nel carattere eterogeneo e stratificato dei paesaggi contemporanei, è indagata attraverso il caso studio dell’area vesuviana, selezionato perché rappresentativo di molteplici realtà urbane diffuse nel territorio europeo, ed in particolare lungo le coste del meridione d’Italia. Convergono in quest’area le morfologie distintive dei caratteri naturalistici; elementi storico-archeologici di pregio; sistemi insediativi rispondenti a logiche diverse, talvolta oppositive; una fitta rete di infrastrutture per la mobilità; rovine di un recente passato industriale; lacerti di tessuto agricolo; mall di grandi dimensioni. Lungo tre direttrici strategiche – la linea porticese, il “decumano marino” di Pompei, la rotta stabiese – si studiano le opportunità di trasformazione offerte da superfici residuali e volumi disponibili, alla luce di “visioni di memoria” in grado di rinnovare legami di appartenenza tra sito e comunità: sequenze di progetti puntuali ed autonomi orientati da immaginari classici e contemporanei costruiscono nuovi itinerari semantici.| File | Dimensione | Formato | |
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2024 - BDC - galante itinerari - 11459-Articolo-42285-1-10-20241224.pdf
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