La definizione di credito “deteriorato”, contenuta nella normativa di matrice europea, accomuna una pluralità di situazioni in cui versa il debitore bancario caratterizzate da segnali di default, e, quindi, da una corrispondente difficoltà o inesigibilità del pagamento, tra le quali spicca l’inadempienza probabile che può determinare l’applicazione degli stessi rimedi previsti per l’inadempimento, quasi a poter essere considerata un inadempimento anticipato. Si presentano, pertanto, questioni di coordinamento con la normativa interna, in particolare, con il Codice della crisi di impresa e di insolvenza che attribuisce rilevanza al rischio di insolvenza quale espressione dello stato di crisi del debitore, e, soprattutto con il Codice civile che, nella disciplina generale dell’obbligazione e del contratto, regola il sopravvenuto stato di difficoltà con la decadenza dal beneficio del termine e con l’eccezione di mutamento delle condizioni patrimoniali del contraente. Il tema, dunque, si intreccia con le più recenti riflessioni sui mutamenti del concetto di obbligazione e sul rapporto tra debito e responsabilità e sui rimedi a tutela del creditore
Considerazioni sul rischio di inadempimento del debitore e la qualificazione di “deterioramento” del credito / Scotti, Anna. - In: RIVISTA DI DIRITTO BANCARIO. - ISSN 2279-9737. - luglio/settembre(2024), pp. 777-797.
Considerazioni sul rischio di inadempimento del debitore e la qualificazione di “deterioramento” del credito
ANNA SCOTTI
2024
Abstract
La definizione di credito “deteriorato”, contenuta nella normativa di matrice europea, accomuna una pluralità di situazioni in cui versa il debitore bancario caratterizzate da segnali di default, e, quindi, da una corrispondente difficoltà o inesigibilità del pagamento, tra le quali spicca l’inadempienza probabile che può determinare l’applicazione degli stessi rimedi previsti per l’inadempimento, quasi a poter essere considerata un inadempimento anticipato. Si presentano, pertanto, questioni di coordinamento con la normativa interna, in particolare, con il Codice della crisi di impresa e di insolvenza che attribuisce rilevanza al rischio di insolvenza quale espressione dello stato di crisi del debitore, e, soprattutto con il Codice civile che, nella disciplina generale dell’obbligazione e del contratto, regola il sopravvenuto stato di difficoltà con la decadenza dal beneficio del termine e con l’eccezione di mutamento delle condizioni patrimoniali del contraente. Il tema, dunque, si intreccia con le più recenti riflessioni sui mutamenti del concetto di obbligazione e sul rapporto tra debito e responsabilità e sui rimedi a tutela del creditore| File | Dimensione | Formato | |
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