Spesso rapide dinamiche espansionistiche non hanno il tempo di essere metabolizzate dal territorio dove s’innestano. Cicciano, alla periferia di Napoli, nel secondo dopoguerra, subisce uno sviluppo che lo trasforma da borgo rurale a centro urbano. Un paese dove il vuoto sociale fa da contrappunto all’alta densità abitativa. I ciccianesi non si riconoscono tra le loro mura e così si spostano per qualsiasi esigenza o solo per svago. La stazione di Cicciano diventa pertanto luogo simbolo, di scambio tra diverse umanità dove, soprattutto i giovani, cercano identità. Drawing a new City nasce proprio dalla lettura di queste tracce, dall’ascolto dei bisogni e dei comportamenti. Attraverso la partecipazione attiva della comunità locale si prevede la realizzazione di un’opera artistica che riesca a modificare la percezione e la fruizione della stazione, trasformando le criticità in potenzialità per riappropriasi di uno spazio urbano e sociale. Mentre si definiscono spazi di aggregazione, le strutture originarie diventano supporto per un’opera anamorfica. L’anamorfosi, innescando giochi visivi, entra in stretta relazione con l’osservatore che ne diventa anche artefice, recependo così il messaggio da essa veicolato. Soggetto è la città distopica in opposizione alla vita e nella quale l’incontro tra diversi rappresenta la ritrovata umanità; questo messaggio è tanto più forte quanto più ognuno è disposto a cambiare il proprio punto di vista. In ciò risiede la forza educativa del co-design che diventa qui motore di nuovi metabolismi urbani.
Drawing a New City: nuovi linguaggi artistici per la riqualificazione urbana / Pagliano, Alessandra; Pecora, Annalisa. - 1:(2022), pp. 631-638. ( Densità e Napoli 3 maggio 2019).
Drawing a New City: nuovi linguaggi artistici per la riqualificazione urbana
Alessandra Pagliano
;
2022
Abstract
Spesso rapide dinamiche espansionistiche non hanno il tempo di essere metabolizzate dal territorio dove s’innestano. Cicciano, alla periferia di Napoli, nel secondo dopoguerra, subisce uno sviluppo che lo trasforma da borgo rurale a centro urbano. Un paese dove il vuoto sociale fa da contrappunto all’alta densità abitativa. I ciccianesi non si riconoscono tra le loro mura e così si spostano per qualsiasi esigenza o solo per svago. La stazione di Cicciano diventa pertanto luogo simbolo, di scambio tra diverse umanità dove, soprattutto i giovani, cercano identità. Drawing a new City nasce proprio dalla lettura di queste tracce, dall’ascolto dei bisogni e dei comportamenti. Attraverso la partecipazione attiva della comunità locale si prevede la realizzazione di un’opera artistica che riesca a modificare la percezione e la fruizione della stazione, trasformando le criticità in potenzialità per riappropriasi di uno spazio urbano e sociale. Mentre si definiscono spazi di aggregazione, le strutture originarie diventano supporto per un’opera anamorfica. L’anamorfosi, innescando giochi visivi, entra in stretta relazione con l’osservatore che ne diventa anche artefice, recependo così il messaggio da essa veicolato. Soggetto è la città distopica in opposizione alla vita e nella quale l’incontro tra diversi rappresenta la ritrovata umanità; questo messaggio è tanto più forte quanto più ognuno è disposto a cambiare il proprio punto di vista. In ciò risiede la forza educativa del co-design che diventa qui motore di nuovi metabolismi urbani.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


