Il focus di questo saggio è il rapporto che corre tra il potere giudiziario e l’intelligenza artificiale, che solleva questioni complesse di diritto costituzionale, nazionale ed europeo. In primo luogo, si pone la questione di quali fasi procedurali siano appropriate all'intervento dell'intelligenza artificiale: dovrebbe avvenire durante il momento istruttorio o decisionale? Se quest'ultima fase fosse considerata adeguata, quale ruolo sarebbe ancora lasciato al giudice dinanzi a un'intelligenza che agisce per suo conto? Dal punto di vista dell’architettura istituzionale, una sostituzione completa eserciterebbe pressioni sull'indipendenza del potere giudiziario? I giudici cesserebbero di essere soggetti solo alla legge e sarebbero vincolati alla tecnica che, anche se non ancora entificata in una persona giuridica (modello americano), sarebbe esente dal giudizio di responsabilità politica. Dato questo vuoto di responsabilità, chi sarebbe politicamente e legalmente responsabile della politica giudiziaria? Infine, tale situazione rispetterebbe le garanzie costituzionali inviolabili: la neutralità del processo decisionale e l'uguaglianza dei cittadini dinanzi ai giudici? L'opinione dell'Autrice è che il rapporto tra cervello umano e macchina dovrebbe garantire la prevalenza del primo. Tale principio è necessario per affrontare la fondamentale preoccupazione europea per una rinascita dell'umanesimo al tempo di Internet.
Giustizia e intelligenza artificiale: un equilibrio mutevole / DE MINICO, Giovanna. - In: RIVISTA AIC. - ISSN 2039-8298. - 2(2024), pp. 85-108.
Giustizia e intelligenza artificiale: un equilibrio mutevole
Giovanna De Minico
2024
Abstract
Il focus di questo saggio è il rapporto che corre tra il potere giudiziario e l’intelligenza artificiale, che solleva questioni complesse di diritto costituzionale, nazionale ed europeo. In primo luogo, si pone la questione di quali fasi procedurali siano appropriate all'intervento dell'intelligenza artificiale: dovrebbe avvenire durante il momento istruttorio o decisionale? Se quest'ultima fase fosse considerata adeguata, quale ruolo sarebbe ancora lasciato al giudice dinanzi a un'intelligenza che agisce per suo conto? Dal punto di vista dell’architettura istituzionale, una sostituzione completa eserciterebbe pressioni sull'indipendenza del potere giudiziario? I giudici cesserebbero di essere soggetti solo alla legge e sarebbero vincolati alla tecnica che, anche se non ancora entificata in una persona giuridica (modello americano), sarebbe esente dal giudizio di responsabilità politica. Dato questo vuoto di responsabilità, chi sarebbe politicamente e legalmente responsabile della politica giudiziaria? Infine, tale situazione rispetterebbe le garanzie costituzionali inviolabili: la neutralità del processo decisionale e l'uguaglianza dei cittadini dinanzi ai giudici? L'opinione dell'Autrice è che il rapporto tra cervello umano e macchina dovrebbe garantire la prevalenza del primo. Tale principio è necessario per affrontare la fondamentale preoccupazione europea per una rinascita dell'umanesimo al tempo di Internet.| File | Dimensione | Formato | |
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