Introduzione Negli ultimi anni si è assistito, sui social media, alla rapida diffusione dei contenuti body positive, i quali mirano ad un cambiamento radicale dei canoni estetici dominanti e spesso lesivi del benessere psicofisico delle donne più giovani. A tal fine, il movimento body positive promuove l’accettazione e l’apprezzamento per qualsiasi tipo di corpo al di là della taglia o del peso. Nonostante un’ampia letteratura abbia evidenziato un’associazione tra l’esposizione a tali contenuti e un vissuto corporeo positivo, recenti studi hanno sottolineato come quest’ultima possa determinare anche conseguenze negative. Il presente lavoro si è proposto di indagare l’impatto di un particolare tipo di contenuti body positive, ossia i selfie che offrono una rappresentazione femminile oggettivante, sull’auto-oggettivazione e sull’accettazione della chirurgia estetica, facendo altresì luce sui possibili meccanismi in grado di spiegare queste relazioni. Obiettivi e metodi Sulla base di tali premesse sono state invitate 400 donne, appartenenti alla fascia d’età 18-30 (M = 24,4), a prendere parte ad uno studio finalizzato alla valutazione dei contenuti presenti su Instagram. È stato chiesto alle partecipanti di compilare un questionario self-report per misurare la frequenza di esposizione ai contenuti body positive oggettivanti, l’interiorizzazione dei canoni estetici dominanti, la soddisfazione corporea, l’auto-oggettivazione e l’accettazione della chirurgia estetica. Risultati I risultati hanno dimostrato che la frequenza di fruizione delle immagini body positive oggettivanti su Instagram prediceva più alti livelli di auto-oggettivazione e di accettazione della chirurgia estetica. Inoltre, un'analisi della mediazione multipla ha evidenziato che la soddisfazione per il proprio corpo mediava in maniera significativa tali relazioni. Conclusioni Il presente studio potrebbe fornire un utile apporto alla comprensione della relazione tra contenuti body positive e potenziali conseguenze psicologiche negative. Tale contributo potrebbe risultare di particolare utilità nel definire le caratteristiche di futuri interventi di promozione dell’immagine corporea attraverso i social media.

The dark side of #BodyPositive. Quando i contenuti body positive diventano un rischio per il benessere psicologico / Caso, Daniela; Schettino, Giovanni; Capasso, Miriam. - (2021), pp. 141-141. (Intervento presentato al convegno XVII Congresso Nazionale della Sezione di Psicologia Sociale dell’AIP tenutosi a Università Cattolica del Sacro Cuore – Campus di Brescia nel 13-15 SETTEMBRE 2021).

The dark side of #BodyPositive. Quando i contenuti body positive diventano un rischio per il benessere psicologico

Daniela Caso;Giovanni Schettino;Miriam Capasso
2021

Abstract

Introduzione Negli ultimi anni si è assistito, sui social media, alla rapida diffusione dei contenuti body positive, i quali mirano ad un cambiamento radicale dei canoni estetici dominanti e spesso lesivi del benessere psicofisico delle donne più giovani. A tal fine, il movimento body positive promuove l’accettazione e l’apprezzamento per qualsiasi tipo di corpo al di là della taglia o del peso. Nonostante un’ampia letteratura abbia evidenziato un’associazione tra l’esposizione a tali contenuti e un vissuto corporeo positivo, recenti studi hanno sottolineato come quest’ultima possa determinare anche conseguenze negative. Il presente lavoro si è proposto di indagare l’impatto di un particolare tipo di contenuti body positive, ossia i selfie che offrono una rappresentazione femminile oggettivante, sull’auto-oggettivazione e sull’accettazione della chirurgia estetica, facendo altresì luce sui possibili meccanismi in grado di spiegare queste relazioni. Obiettivi e metodi Sulla base di tali premesse sono state invitate 400 donne, appartenenti alla fascia d’età 18-30 (M = 24,4), a prendere parte ad uno studio finalizzato alla valutazione dei contenuti presenti su Instagram. È stato chiesto alle partecipanti di compilare un questionario self-report per misurare la frequenza di esposizione ai contenuti body positive oggettivanti, l’interiorizzazione dei canoni estetici dominanti, la soddisfazione corporea, l’auto-oggettivazione e l’accettazione della chirurgia estetica. Risultati I risultati hanno dimostrato che la frequenza di fruizione delle immagini body positive oggettivanti su Instagram prediceva più alti livelli di auto-oggettivazione e di accettazione della chirurgia estetica. Inoltre, un'analisi della mediazione multipla ha evidenziato che la soddisfazione per il proprio corpo mediava in maniera significativa tali relazioni. Conclusioni Il presente studio potrebbe fornire un utile apporto alla comprensione della relazione tra contenuti body positive e potenziali conseguenze psicologiche negative. Tale contributo potrebbe risultare di particolare utilità nel definire le caratteristiche di futuri interventi di promozione dell’immagine corporea attraverso i social media.
2021
The dark side of #BodyPositive. Quando i contenuti body positive diventano un rischio per il benessere psicologico / Caso, Daniela; Schettino, Giovanni; Capasso, Miriam. - (2021), pp. 141-141. (Intervento presentato al convegno XVII Congresso Nazionale della Sezione di Psicologia Sociale dell’AIP tenutosi a Università Cattolica del Sacro Cuore – Campus di Brescia nel 13-15 SETTEMBRE 2021).
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/963381
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact