Il saggio esamina il ragionamento alla base della decisione della Corte costituzionale n. 138/2023, che dichiara incostituzionale una legge regionale in «delegificazione», affrontando tre questioni cruciali. In primo luogo, si chiede se fosse stato possibile ottenere un risultato diverso (inammissibilità senza entrare nel merito) della sentenza di costituzionalità, considerando la legislazione regionale successiva al radicamento del giudizio di costituzionalità. Inoltre, offre alcuni argomenti per contestare esclusivamente l'interpretazione gerarchica del rapporto tra Statuto e legge regionale (già affermata nel 2019 e ribadita qui), preferendo il criterio della competenza. Infine, essa analizza alcuni argomenti avanzati dalla Corte, che sembrano prefigurare l'elaborazione di prove di adeguatezza rispetto alla «sufficiente analiticità» delle norme generali dell'oggetto. Questo porta a due ulteriori questioni: la necessità di un'integrazione parametrica dell'arte. 123 della Costituzione; il confronto della disciplina regionale con quella dello Stato per quanto riguarda l'organizzazione degli uffici pubblici. Questo confronto rivela un risultato di «geometria variabile», a seconda che si considerino leggi statali o fonti regionali con riferimento al processo delegificante.
Less would have been better: sull’illegittimità di una legge campana in delegificazione (e altre questioni sulle fonti) / Parisi, Stefania. - In: LE REGIONI. - ISSN 0391-7576. - 6/2023(2023), pp. 1396-1416.
Less would have been better: sull’illegittimità di una legge campana in delegificazione (e altre questioni sulle fonti)
stefania parisi
2023
Abstract
Il saggio esamina il ragionamento alla base della decisione della Corte costituzionale n. 138/2023, che dichiara incostituzionale una legge regionale in «delegificazione», affrontando tre questioni cruciali. In primo luogo, si chiede se fosse stato possibile ottenere un risultato diverso (inammissibilità senza entrare nel merito) della sentenza di costituzionalità, considerando la legislazione regionale successiva al radicamento del giudizio di costituzionalità. Inoltre, offre alcuni argomenti per contestare esclusivamente l'interpretazione gerarchica del rapporto tra Statuto e legge regionale (già affermata nel 2019 e ribadita qui), preferendo il criterio della competenza. Infine, essa analizza alcuni argomenti avanzati dalla Corte, che sembrano prefigurare l'elaborazione di prove di adeguatezza rispetto alla «sufficiente analiticità» delle norme generali dell'oggetto. Questo porta a due ulteriori questioni: la necessità di un'integrazione parametrica dell'arte. 123 della Costituzione; il confronto della disciplina regionale con quella dello Stato per quanto riguarda l'organizzazione degli uffici pubblici. Questo confronto rivela un risultato di «geometria variabile», a seconda che si considerino leggi statali o fonti regionali con riferimento al processo delegificante.| File | Dimensione | Formato | |
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