Il saggio parte dal recupero di un testo datato 1880 di Stanislao Lista, scultore e pittore della scuola napoletana ottocentesca (Salerno, 1824 - Napoli, 1908). Il testo, fino a oggi completamente dimenticato, fu scritto dall'artista a ridosso della sconfitta subita al concorso per l’ambita cattedra di Scultura al Real Istituto di Belle Arti di Napoli, svolto a Roma nei mesi di settembre-novembre 1879. La commissione giudicatrice, legata alla tradizione classico-accademica, non comprese il valore innovativo della scultura di Lista, votata completamente al ‘vero’ e al ‘reale’, secondo un processo di rinnovamento avviato tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, che si sarebbe dimostrato decisivo nel decennio seguente con i suoi allievi (tra i quali Gemito, Mancini, Jerace, de Luca, Amendola, etc.). Il pamphlet, costituito da sole sette pagine, spiega le motivazioni di come Lista aveva svolto le prove concorsuali e, in più, dichiara la sua poetica. Con Lista la scultura napoletana (la pittura lo aveva già fatto) consentiva l’ingresso nel suo repertorio iconografico alla figura umana nella verità pura e semplice delle sue forme, del suo aspetto, delle sue devianze, del suo significato. Questo indirizzo non comportava soltanto un’eccellente resa dei dettagli, ma s’imponeva di ricercare l’esatta corrispondenza tra forma e contenuto. Tale posizione implicava la possibilità di far entrare nel mondo della scultura, appannaggio consacrato del classicismo o dell'idealismo, il ‘brutto’ ma ‘bello’ in quanto ‘vero’. Nel presente saggio, oltre a ripercorrere la circostanza del concorso (citato dagli studi di settore ma mai approfondito) attraverso una mole di documenti inediti, sono presentate alcune opere nuove di Lista scultore, disegnatore e pittore, e sono chiariti eventi, date e dettagli della sua vicenda biografica e della sua attività artistica, finite nell’oblio e nelle pieghe della storia.
Un mio perché, le ragioni di un artista. Un breve saggio dimenticato di Stanislao Lista / Valente, Isabella. - In: CONFRONTO. - ISSN 1721-6745. - V:(2022), pp. 5-33.
Un mio perché, le ragioni di un artista. Un breve saggio dimenticato di Stanislao Lista
Valente Isabella
2022
Abstract
Il saggio parte dal recupero di un testo datato 1880 di Stanislao Lista, scultore e pittore della scuola napoletana ottocentesca (Salerno, 1824 - Napoli, 1908). Il testo, fino a oggi completamente dimenticato, fu scritto dall'artista a ridosso della sconfitta subita al concorso per l’ambita cattedra di Scultura al Real Istituto di Belle Arti di Napoli, svolto a Roma nei mesi di settembre-novembre 1879. La commissione giudicatrice, legata alla tradizione classico-accademica, non comprese il valore innovativo della scultura di Lista, votata completamente al ‘vero’ e al ‘reale’, secondo un processo di rinnovamento avviato tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, che si sarebbe dimostrato decisivo nel decennio seguente con i suoi allievi (tra i quali Gemito, Mancini, Jerace, de Luca, Amendola, etc.). Il pamphlet, costituito da sole sette pagine, spiega le motivazioni di come Lista aveva svolto le prove concorsuali e, in più, dichiara la sua poetica. Con Lista la scultura napoletana (la pittura lo aveva già fatto) consentiva l’ingresso nel suo repertorio iconografico alla figura umana nella verità pura e semplice delle sue forme, del suo aspetto, delle sue devianze, del suo significato. Questo indirizzo non comportava soltanto un’eccellente resa dei dettagli, ma s’imponeva di ricercare l’esatta corrispondenza tra forma e contenuto. Tale posizione implicava la possibilità di far entrare nel mondo della scultura, appannaggio consacrato del classicismo o dell'idealismo, il ‘brutto’ ma ‘bello’ in quanto ‘vero’. Nel presente saggio, oltre a ripercorrere la circostanza del concorso (citato dagli studi di settore ma mai approfondito) attraverso una mole di documenti inediti, sono presentate alcune opere nuove di Lista scultore, disegnatore e pittore, e sono chiariti eventi, date e dettagli della sua vicenda biografica e della sua attività artistica, finite nell’oblio e nelle pieghe della storia.| File | Dimensione | Formato | |
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