Il rapido avanzamento tecnologico sta comportando la necessità di ripensare la tenuta dei confini esistenti tra dimensioni tradizionalmente ben definite e separabili. In particolare, sembra oramai inadeguato un utilizzo rigido della classica dicotomia virtuale/reale. Con tale premessa, mediante una rilettura di alcuni fenomeni delinquenziali phygital e un’analisi della solidità (della validità in termini applicativi) degli schemi repressivi penali alla luce delle odierne teorie sul digitale, l’articolo invita a riflettere sulle forme tradizionali di interpretazione e anche di costituzione dei modelli preventivi e repressivi di contrasto ai fenomeni devianti e illegali aventi natura violenta (sia tipici sia atipici), rapportando i caratteri di tali forme con le specificità delle nuove e diverse realtà sprigionate dal mutamento socio-tecnico analizzato. Inoltre, seguendo tale ottica interpretativa, la ricerca mette in evidenza la presenza di alcune dinamiche rilevanti rispetto a specifiche forme di criminalità organizzata, le cui caratteristiche sono sempre state fortemente incentrate su di una dimensione strettamente territoriale. Anche qui, non vanno misconosciuti i profili di fusione tra azioni a prima vista appartenenti a sfere indipendenti, dovendosi viceversa procedere a una loro decifrazione globale sulla scorta della natura e delle finalità di tali organizzazioni criminali, da cui pare risaltare coerenza e unità d’azione
Declinazioni “phygital” di fenomeni devianti e criminali e loro lettura giuridica / Pascali, M.. - In: CIBERSPAZIO E DIRITTO. - ISSN 1591-9544. - 25:76(2024), pp. 91-112.
Declinazioni “phygital” di fenomeni devianti e criminali e loro lettura giuridica
Michelangelo Pascali
2024
Abstract
Il rapido avanzamento tecnologico sta comportando la necessità di ripensare la tenuta dei confini esistenti tra dimensioni tradizionalmente ben definite e separabili. In particolare, sembra oramai inadeguato un utilizzo rigido della classica dicotomia virtuale/reale. Con tale premessa, mediante una rilettura di alcuni fenomeni delinquenziali phygital e un’analisi della solidità (della validità in termini applicativi) degli schemi repressivi penali alla luce delle odierne teorie sul digitale, l’articolo invita a riflettere sulle forme tradizionali di interpretazione e anche di costituzione dei modelli preventivi e repressivi di contrasto ai fenomeni devianti e illegali aventi natura violenta (sia tipici sia atipici), rapportando i caratteri di tali forme con le specificità delle nuove e diverse realtà sprigionate dal mutamento socio-tecnico analizzato. Inoltre, seguendo tale ottica interpretativa, la ricerca mette in evidenza la presenza di alcune dinamiche rilevanti rispetto a specifiche forme di criminalità organizzata, le cui caratteristiche sono sempre state fortemente incentrate su di una dimensione strettamente territoriale. Anche qui, non vanno misconosciuti i profili di fusione tra azioni a prima vista appartenenti a sfere indipendenti, dovendosi viceversa procedere a una loro decifrazione globale sulla scorta della natura e delle finalità di tali organizzazioni criminali, da cui pare risaltare coerenza e unità d’azione| File | Dimensione | Formato | |
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