Il proposito di rinvenire nell’esperienza romana tracce di tutela di prerogative giuridiche spettanti ad ogni uomo in quanto tale ha indotto all’esame dei testi di Ulpiano (D. 7.1.68.pr., 17 ad Sab.) e di Gaio (D. 22.1.28, 2 r. cott.) in tema di partus ancillae dove si riferirebbe che quest’ultimo spetti al dominus e non all’usufruttuario perché ‘neque enim in fructu hominis homo esse potest ’ e ‘omnes fructus rerum natura hominum gratia comparaverit ’, lasciando immaginare un apprezzamento della natura umana del partus sul cui destino si dibatteva. Dalla rilettura, però, non sono emersi elementi rilevanti sul piano del ius positum che hanno un’autentica valenza in favore dello status e del trattamento giuridico del servus, ma, anzi, si sono evidenziate incongruenze e contraddizioni rispetto agli enunciati di partenza. La considerazione della natura umana dello schiavo resta pertanto confinata nell’area di un’aspirazione ideale.
"In fructu hominis homo esse potest": il riconoscimento dell'"umano" in D. 7.1.68 pr. tra Bruto e Ulpiano / DE FALCO, Ines. - In: RIVISTA DI DIRITTO ROMANO. - ISSN 2039-9677. - 21:(2021), pp. 1-22.
"In fructu hominis homo esse potest": il riconoscimento dell'"umano" in D. 7.1.68 pr. tra Bruto e Ulpiano
Ines de Falco
2021
Abstract
Il proposito di rinvenire nell’esperienza romana tracce di tutela di prerogative giuridiche spettanti ad ogni uomo in quanto tale ha indotto all’esame dei testi di Ulpiano (D. 7.1.68.pr., 17 ad Sab.) e di Gaio (D. 22.1.28, 2 r. cott.) in tema di partus ancillae dove si riferirebbe che quest’ultimo spetti al dominus e non all’usufruttuario perché ‘neque enim in fructu hominis homo esse potest ’ e ‘omnes fructus rerum natura hominum gratia comparaverit ’, lasciando immaginare un apprezzamento della natura umana del partus sul cui destino si dibatteva. Dalla rilettura, però, non sono emersi elementi rilevanti sul piano del ius positum che hanno un’autentica valenza in favore dello status e del trattamento giuridico del servus, ma, anzi, si sono evidenziate incongruenze e contraddizioni rispetto agli enunciati di partenza. La considerazione della natura umana dello schiavo resta pertanto confinata nell’area di un’aspirazione ideale.| File | Dimensione | Formato | |
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