Una parte sempre più consistente di risorse pubbliche è stata destinata in questi ultimi anni alla costruzione di infrastrutture per la difesa dell’ambiente dai rischi naturali e dalle alterazioni prodotte dalla modernità. Queste opere, "in attesa" che si verifichino eventi potenzialmente catastrofici, trasformano ampi brani di paesaggio, alterandone nel lungo periodo le vocazioni e mutandone nell’immediato la percezione. Dal punto di vista dell’architettura, l’orizzonte temporale con cui queste particolari infrastrutture si confrontano, per quanto vago ed imprevedibile, rappresenta un nodo cruciale: l’attesa genera una tensione palpabile tra le forme possenti e rassicuranti delle opere di difesa e il pericolo incombente, ma offre anche lo spunto per immaginare una dimensione progettuale nuova, centrata sulle sorprendenti qualità spaziali di questi luoghi. È possibile ipotizzare che nel tempo dell’"attesa" queste opere possano essere utilizzate per migliorare l’ambiente, la vita delle comunità e, perché no, anche la "bellezza" del paesaggio? A questa domanda cerca di rispondere il libro, proponendo una raccolta ragionata, seppur provvisoria e incompleta, di progetti che affrontano diverse forme di rischio. Dalle barriere antimarea agli argini contro le inondazioni fluviali, dai muri frangivalanga ai diaframmi antitempesta: l’atlante degli spazi “in attesa” mette in tensione alcuni esempi tratti dalla tradizione della città con le più recenti declinazioni dell’ingegneria ambientale.
Spazi in attesa. Infrastrutture e architetture nei territori a rischio / Viola, Francesco; Cocozza, Mattia. - (2024).
Spazi in attesa. Infrastrutture e architetture nei territori a rischio
Francesco Viola
;Mattia Cocozza
2024
Abstract
Una parte sempre più consistente di risorse pubbliche è stata destinata in questi ultimi anni alla costruzione di infrastrutture per la difesa dell’ambiente dai rischi naturali e dalle alterazioni prodotte dalla modernità. Queste opere, "in attesa" che si verifichino eventi potenzialmente catastrofici, trasformano ampi brani di paesaggio, alterandone nel lungo periodo le vocazioni e mutandone nell’immediato la percezione. Dal punto di vista dell’architettura, l’orizzonte temporale con cui queste particolari infrastrutture si confrontano, per quanto vago ed imprevedibile, rappresenta un nodo cruciale: l’attesa genera una tensione palpabile tra le forme possenti e rassicuranti delle opere di difesa e il pericolo incombente, ma offre anche lo spunto per immaginare una dimensione progettuale nuova, centrata sulle sorprendenti qualità spaziali di questi luoghi. È possibile ipotizzare che nel tempo dell’"attesa" queste opere possano essere utilizzate per migliorare l’ambiente, la vita delle comunità e, perché no, anche la "bellezza" del paesaggio? A questa domanda cerca di rispondere il libro, proponendo una raccolta ragionata, seppur provvisoria e incompleta, di progetti che affrontano diverse forme di rischio. Dalle barriere antimarea agli argini contro le inondazioni fluviali, dai muri frangivalanga ai diaframmi antitempesta: l’atlante degli spazi “in attesa” mette in tensione alcuni esempi tratti dalla tradizione della città con le più recenti declinazioni dell’ingegneria ambientale.| File | Dimensione | Formato | |
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